… negli Stati Uniti pare che ci sia un piccolo problema di banner blindness.
Banner blindness, il fenomeno di cecità e/o disinteresse dell’utente (dell’occhio…) nei confronti dei banner, che a quanto pare vale alle campagne banner su Facebook una percentuale di click dello 0,04%. Insomma: 1 milione di pubblicazioni dei vostri banner, portano 400 click.
Ovviamente, nessuna sorpresa. Mentre molti gridano allo scandalo – in effetti le percentuali non sono incoraggianti, ma sinceramente su un social network mi sarei aspettato pure di peggio - quasi nessuno ricorda che i banner si possono acquistare secondo il modello pay per click. Insomma, caro inserzionista: quel milione di pubblicazioni, non lo stai pagando. Quei centinaia di click mancati, non ti sono costati.
I banner e la pubblicità su Facebook sono da buttare?
Dipende. Non perdiamo di vista gli obiettivi. Quali erano gli obiettivi? Se vuoi fare branding, probabilmente non sono da buttare. Se vuoi vendere, guarda ai risultati e poi giudica se buttarli o meno. Se vuoi raccogliere traffico tout court nel breve periodo dovrai accontentarti e la strategia di visibilità su altri canali ci dovrebbe essere.
La percentuale di click, in fondo, è un dato che lascia il tempo che trova. Del resto, indagare il motivo del basso tasso di click delle campagne tradizionali di display advertising su un social network, non appare nemmeno un lavoro certosino. Torniamo un attimo a pensare a cosa è un social network e cosa ci fa la gente su un social network. Poi, domandiamoci: “Quanto interesse e tempo può avere l’utente di Facebook per prestare attenzione alla pubblicità?”.
Strategie di visibilità sui social network
Sempre che l’azienda sente il bisogno, poi, di una strategia a monte (e mi pare che a volte per gli inserzionisti su Facebook non sia così…). Per essere visibili e basta su un social network, i banner svolgono la funzione che sempre hanno svolto, su Facebook in maniera meno incisiva che altrove, ma come si dice… prendere o lasciare.
Se invece si vuole andare oltre la visibilità nuda e cruda, se l’azienda vuole farsi sentire e dialogare all’interno del network, la strategia web marketing da adottare si fa più complessa. E’ in questi termini che devono intervenire la formazione e la consulenza alle aziende per imparare a capire e (non solo) a usare i social network. Un percorso che deve iniziare l’azienda ad un approccio alla conversazione effettiva con gli utenti, l’azienda che si fa presente/tangibile oltre il banner, mutuando le logiche conversazionali (e virali) che in fondo sono il cuore di un social network.
Essere presenti e attivi su un social network e avere un banner su un social network sono generalmente due cose diverse, attengono a strategie di visibilità diverse.
Sempre che ci siano le premesse! La consulenza dovrebbe far aprire un po’ gli occhi, secondo me: lasciamo perdere le tendenze, sei sicuro che Facebook sia il canale marketing adatto per la tua attività? Ha senso investire in visibilità sui social network, se manco sei visibile sui motori di ricerca? (roba da matti!)
Tag: banner, banner blindness, facebook, social network



3 marzo 2009 alle 18:27
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