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Promobit Communications

Ottimizzazione di una Landing Page: fase di studio

Scritto da Promobit Communications 14 luglio 2008


Delle Landing Page e di quanto siano cruciali abbiamo già parlato.
Alla base di una campagna di successo, c’è (anche) una landing page di successo.
Alla base di una landing page di successo, c’è sicuramente uno studio serio.
Lo studio iniziale della Landing Page è la prima parte del processo di ottimizzazione che ci dovrebbe portare ad una pagina di successo.
Traduciamo e riassumiamo alcune parti di questo articolo sul design di una “buona” landing page:

Nello studio iniziale di una landing page, ci si deve concentrare sul poligono concettuale AIDAS:
Attenzione
Interesse
Desiderio
Azione
Soddisfazione

L’Attenzione è la prima parte del processo di studio e dovrebbe rispondere alle seguenti esigenze dell’utente:
- Mi trovo sull pagina che mi stavo aspettando?
- Si tratta di un sito che potrebbe plausibilmente vantare ciò che sto cercando?
- Vale la pena fermarmi a leggere/guardare o meglio cercare qualcos’altro?

Risulta quindi fondamentale la ricchezza dei dati apportati da una campagna di search marketing: se so cosa cerca l’utente, so sicuramente meglio come farlo “ambientare” bene in modo da poter catturare la sua attenzione.

Dopo aver catturato l’attenzione del navigatore, è importante soddisfarne l’Interesse: le porzioni di testo, immagini e aree “cliccabili” devono subito coinvolgerlo e spingerlo ad approfondire. Si cerca di dare risposta ai quesiti:
- Dove dovrei cliccare per avere maggiori informazioni?
- C’è qualcosa su questa pagina che descriva ciò che sto cercando?
- Posso fidarmi a rilasciare a questo sito/azienda i miei dati personali?

Il successo di questa fase si lega indissolubilmente alla mancanza di tempo e alla svogliatezza dei navigatori: sarà importante usare tecniche di sintesi dell’impianto grafico-testuale che sintetizzino e velocizzino la fruizione dei contenuti. Vanno inoltre minimizzate le possibili distrazioni: gli elementi che non si rendono necessari, vanno eliminati.

Una volta che abbiamo catturato l’attenzione del lettore e che si è creato quel primo - labile - legame d’interesse, è il momento in cui egli presterà più attenzione alla nostra offerta per capire se realmente può soddisfare il proprio Desiderio, se gli può interessare quello che andiamo presentando. Il tasso di fruizione dei nostri contenuti (testuali, grafici, multimediali…) tende ad aumentare perchè il navigatore avrà giustamente molte obiezioni al nostro prodotto, egli cercherà risposte a domande quali:
- Questo prodotto/servizio mi offre quello che voglio?
- Posso permettermelo?
- Se non mi piace: posso restituirlo?
- Davvero mi piace, posso però fidarmi di questa compagnia?
- Ci sono altri prodotti migliori di questo?
- Questo prodotto risolverà i miei problemi?

Nostro scopo in questa fase è di non fargli abbandonare il sito con quesiti irrisolti!

Se l’utente a questo punto è convinto, sarà la volta di farlo passare all’Azione, il momento in cui scatta la conversione. Le azioni più frequenti sono: la compilazione di un modulo di contatto o di preventivo, l’acquisto di un oggetto, l’iscrizione alla newsletter, la registrazione ad un servizio, la prenotazione di un evento, ecc.
I “Call to Action!” più diffusi sono di conseguenza: “richiedi un preventivo!” “aggiungi al carrello!” “invia!” “iscriviti ora!” “registrati!” e così via. L’azione ovviamente dev’essere personalizzata a in linea al 100% con gli obiettivi della landing page e cioè della campagna.

Ultima ma non meno importante - anzi oggi forse la più importante! - è la Soddisfazione, che - almeno tecnicamente - esula dal design della landing page e finisce nelle cosidette azioni di CRM. Dobbiamo soddisfare le aspettative dell’utente che è arrivato in fondo al percorso. Ciò significa che dobbiamo dargli esattamente ciò che lui si aspettava di ricevere al momento di chiusura dell’azione. Dobbiamo rispettare le promesse costruite lungo il percorso pre-azione.

A seconda dei casi si può trattare di un contatto in tempi brevi, la spedizione dell’oggetto acquistato nei tempi stabiliti e secondo condizioni di restituzione e rimborso stabilite, la ricezione immediata dei dat per accedere al servizio, la ricezione invito all’evento cui si è registrato, e così via. Tutto il percorso finora è stato costruito secondo uno specifico livello di comunicazione e informazione che l’utente desidera rispettato anche nel “post-azione”.

Fallire a questo punto, come sappiamo, porta non solo un cliente scontento ma (statisticamente parlando) 10 nuovi potenziali clienti scontenti contro i 2 potenziali clienti a quali verrebbe parlato bene del nostro prodotto/servizio.

Ovviamente anche rispettare magistralmente tutti questi punti non ci darà mai la certezza di avere la landing page perfetta: la landing page perfetta non esiste (almeno non all’inizio!) ma va continuamente analizzata e ottimizzata fino a raggiungere ad un soddisfacente livello di eccellenza.

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