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Maurizio

Nuova politica degli url di visualizzazione-destinazione per Google AdWords

Scritto da Maurizio 13 marzo 2008


[Breve update: tra varie voci sì-no ne ho sentito di tutte, ma la verità è che questa notizia consegnataci ieri direttamente da Dublino... è una mezza verità. Sul blog ufficiale di AdWords scovo un post di febbraio con tutte le precisazioni sul caso: tranquilli, il reindirizzamento con tracking è ancora legalissimo!]

Tempo: mercoledì 12 marzo 2008.
Sinossi: comunicazione ufficiale sulla nuova politica url di Google AdWords, a decorrere dal 1° aprile 2008, secondo cui “gli URL visibile e di destinazione per un annuncio devono essere identici“. Seguono esempi:

“Se il vostro annuncio fosse su www.Google.com, ad sempio, i seguenti URL non potrebbero essere accettati:
a) www.Google.co.uk – questo porta ad un sito differente
b) www.Gogle.com – questo è un reindirizzamento a www.Google.com
c) www.Gooogle.com – questa pagina mostra contenuto identico a www.Google.com”

Premessa e giudizio personalissimo
Le regole non mi sembrano tanto nuove, ma l’eccezione del reindirizzamento non l’avevo mai letta. Comunque:
a) Giusto, l’url porta ad un sito differente da quello promesso
c) Giusto, l’url porta ad un sito differente da quello promesso

b) Sbagliato, l’url porta comunque al sito promesso nell’url visibile, facendo semplicemente due passi anzichè uno, laddove il passo in più potrebbe essere quello per l’adserver dell’agenzia e potrebbe valere all’agenzia il tracciamento dei click.
Il condizionale è lì per licenza poetica.

Finora (anche in questo momento, la pagina non è stata aggiornata!) le linee guida di Google AdWords riguardo all’url di visualizzazione hanno ribadito semplicemente che:
“L’URL di visualizzazione deve corrispondere perfettamente all’URL del sito web che pubblicizzi”
e che
“L’URL di visualizzazione dovrebbe corrispondere al dominio della pagina di destinazione in modo che gli utenti sappiano a quale sito verranno collegati facendo clic sull’annuncio”
Si dice in maniera generale che se il sito sugli annunci è Promobit.com, l’utente deve arrivare a Promobit.com. E così succedeva anche con il tracciamento: non era posto alcun veto circa reindirizzamenti (stiamo parlando di unità di tempo ben inferiori al secondo) atti al tracciamento dei click.

Per quanto riguarda l’altra parte incriminata – ricordo che url di visualizzazione e url di destinazione DEVONO coincidere – se ne parla qui e si dice semplicemente che:
“L’URL di destinazione corrisponde all’URL del sito web a cui si desidera indirizzare gli utenti che fanno clic sull’annuncio”
Molto generico, nessuna limitazione particolare. Anche questa parte, non è stata aggiornata.

Ora, la nuova politica degli url, penalizza quelle agenzie che tracciano i click a monte, cioè dalla stessa sorgente AdWords, mandando i click ad un proprio adserver (o “programma di tracciamento”, semplicemente detto) che li reindirizza sul sito che COINCIDE quello promesso dall’url visibile dell’annuncio: il servizio offerto all’utente è impeccabile e di assoluta qualità, o comunque di pari valore a quello offerto dal “link diretto” ora imposto da Google.

Sull’importanza del tracciamento indipendente mi pare non ci sia molto da dire, tanto è prezioso nell’analisi e condivisione dei dati. E i modi per farlo sono sempre stati due, spesso integrati: a monte (con reindirizzamento dell’adserver) o a valle (software di analisi sul sito).

A quanto mi pare di capire, e sottolineo “a me”, apartire dal 1° aprile tale tracciamento andrà fatto unicamente on site, con software di analytics (proprio il caso di dire: un nome, un programma) propriamente installato sul sito, nel caso non fosse già presente.

In attesa di eventuali precisazioni/smentite.

p.s. le precisazioni da parte dell’assistenza ufficiale di Google ci sono state, i tracking url sono ancora permesse, quindi don’t worry. Nella precedente versione di questo blog il commento era leggibile, nell’upgrade i commenti sono andati persi tutti, sorry!

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