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	<title>Web Marketing Blog &#187; Web Marketing</title>
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	<description>Il blog web marketing di Promobit Communications</description>
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		<title>Mc Donald&#8217;s: disastrosa campagna pubblicitaria su Twitter</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/mc-donalds-disastrosa-campagna-pubblicitaria-su-twitter/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 15:13:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se pensavate che fare social media marketing fosse A) facile B) non rischioso&#8230; ricredetevi  
 Ecco un altro caso di &#8220;effetto boomerang&#8221;, questa volta ne fa le spese un brand che sui social investe parecchio: Mc Donald&#8217;s.
Mc Donald&#8217;s ha chiesto ai propri consumatori di raccontare su Twitter le loro storie e opinioni riguardanti il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se pensavate che fare <strong>social media marketing</strong> fosse A) facile B) non rischioso&#8230; ricredetevi <img src='http://www.promobit.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> <br />
 Ecco un altro caso di &#8220;effetto boomerang&#8221;, questa volta ne fa le spese un brand che sui social investe parecchio: <strong>Mc Donald&#8217;s</strong>.</p>
<p>Mc Donald&#8217;s ha chiesto ai propri consumatori di raccontare su<strong> Twitter</strong> le loro storie e opinioni riguardanti il brand in 140 caratteri, e così hanno fatto gli utenti. Ma siamo sicuri che tutte le storie sull&#8217;esperienza culinaria Mc Donald&#8217;s abbiano il lieto fine? Capita infatti che la stra grande maggioranza delle #MacDstories siano <strong>commenti negativi e sarcastici</strong>, critiche e quant&#8217;altro.</p>
<p>Ecco un esempio:</p>
<p><a href="http://hypervocal.com/news/2012/mcdonalds-tweets-twitter-mcdstories-fail/#" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3144" title="Mac Donald's: campagna twitter fallimentare e figuracce" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/Picture-8.png" alt="Mac Donald's: campagna twitter fallimentare e figuracce" width="527" height="258" /></a></p>
<p><span style="font-size: x-small;">(&#8221;Mio padre ci portava da Mc Donald&#8217;s come regalo quando eravamo bambini. Ora è obeso e ha il diabete. <strong>Lezione imparata</strong>&#8220;)</span></p>
<p><strong>E Mc Donald&#8217;s che lezione ha imparato? </strong><br />
 Non si scherza con il cosidetto &#8220;User Generated Content&#8221; (il contenuto creato dagli utenti  spontaneamente) e non ci si può attendere che Tutti i commenti e le esperienze di consumo siano positive!</p>
<p>Imbastire una campagna social è una cosa delicata che richiede &#8211; tanto per dirne una &#8211; un&#8217; analisi del <strong>rapporto tra il target </strong>al quale ci si va a riferire e il messaggio pubblicitario che si intende usare come &#8220;esca&#8221;. Chiedere al popolo di Twitter, dove pullulano utenti politicamente impegnati ed eticamente schierati, di esprimere un giudizio su una multinazionale come Mc Donald&#8217;s, da sempre nell&#8217;occhio del mirino di animalisti e salutisti, poteva rivelarsi un clamoroso autogol.</p>
<p>E così è stato.</p>
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		<title>Caso: A/B Testing su una Landing Page</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/split-ab-test-landing-page/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 17:23:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Promobit Communications</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pillole di Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti & Case History]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi investe in pubblicità online sa che il design (l&#8217;usabilità in particolare) è una potente leva per pompare i tassi di conversione delle proprie campagne. In questo ambito abbiamo concluso da poco un esperimento di A/B testing per il rinnovo della Landing Page di Fin Arn, la società specializzata in prestiti con cessione del quinto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi investe in pubblicità online sa che il design (l&#8217;usabilità in particolare) è una potente leva per <em>pompare</em> i tassi di conversione delle proprie campagne. In questo ambito abbiamo concluso da poco un esperimento di <strong>A/B testing</strong> per il rinnovo della <strong>Landing Page</strong> di Fin Arn, la società specializzata in <a title="Vai al sito per la cessione del quinto stipendio" href="http://prestitiriservatisoggettiinpdap.com" target="_blank">prestiti con cessione del quinto stipendio</a>.</p>
<p><strong>L&#8217;esperimento</strong><br />
 Nel corso di 6 settimane migliaia di utenti sono stati indirizzati alla Landing Page e mandati equamente sulle <strong>3 versioni </strong>diverse che avevamo preparato: 33% sulla pagina A, 33% sulla pagina B, 33% sulla pagina C.</p>
<p><strong>Elementi di differenziazione</strong><br />
 In cosa si differenziavano le pagine? Abbiamo deciso lavorare sulle differenze sottili <strong>non legate all&#8217;offerta in sè</strong>, perché i tassi di conversioni della vecchia pagina utilizzata dal cliente erano già soddisfacenti. E&#8217; nel dettaglio che si può celare un miglioramento. Creato quindi un unico impianto grafico e contenutistico,  le 3 versioni si differenziavano solamente nei Titoli e nella<em> Call to Action</em>.</p>
<p><strong>Risultato</strong><br />
 Vince la pagina B che stacca di <strong>8 punti </strong>percentuale la pagina A e di <strong>4 punti</strong> percentuale la C.</p>
<p><a title="Vai al sito per la cessione del quinto stipendio" href="http://prestitiriservatisoggettiinpdap.com" target="_blank" rel="nofollow"><img title="Landing Page per Cessione del quinto stipendio" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/cessione-del-quinto-stipendio.jpg" alt="Landing Page per Cessione del quinto stipendio" width="570" height="835" /></a></p>
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		<title>Come Google cambierà nel 2012 il modo di fare search marketing e di fare siti</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/come-google-cambia-nel-2012-il-modo-di-fare-marketing-e-siti/</link>
		<comments>http://www.promobit.com/blog/come-google-cambia-nel-2012-il-modo-di-fare-marketing-e-siti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 08:46:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2012 Google promette diverse novità che impatteranno sul modo di a) fare Search Marketing b) sviluppare i Siti Internet. In verità Mountain View si sta muovendo da mesi e queste piccole &#8220;rivoluzioni&#8221; cominciano a farsi sentire.
Qual è la novità principale?
 Google sta aggiornando le modalità di accesso alle informazioni dei nostri siti, cercando di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2012 Google promette diverse novità che impatteranno sul modo di a) fare Search Marketing b) sviluppare i Siti Internet. In verità Mountain View si sta muovendo da mesi e queste piccole &#8220;rivoluzioni&#8221; cominciano a farsi sentire.</p>
<p><strong>Qual è la novità principale?</strong><br />
 Google sta aggiornando le <strong>modalità di accesso alle informazioni</strong> dei nostri siti, cercando di fornire Risposte agli utenti ancora prima che questi raggiungano il sito. Facciamo un esempio: l&#8217;utente vuole sapere quanto anni ha Bill Clinton. L&#8217;informazione sull&#8217;età dell&#8217;ex presidente apparirà in testa ai risultati della ricerca come &#8220;Miglior risposta&#8221;, una sorta di evoluzione del &#8220;Forse cercavi&#8221;.</p>
<p><strong>Esempio:</strong></p>
<p><a href="https://www.google.com/search?ie=UTF-8&amp;q=how+old+is+bill+clinton" target="_blank"><img title="bill clinton age on google" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/bill-clinton.jpg" alt="bill clinton età su google" width="570" height="271" /></a></p>
<p>Gli spider (algoritmi) di Google cercano l&#8217;informazione &#8220;anni di Bill Clinton&#8221; in più siti internet, la risposta ritenuta più attendibile viene mostrata per prima e sotto di essa si trovano dei link ai <strong><em>siti fonte</em></strong>. Gli utenti troveranno quindi le informazioni che cercano e che sono contenute nei siti direttamente nella ricerca di Google, senza aver più necessariamente bisogno di visitare uno specifico sito.</p>
<p><strong>Cosa deve sapere chi fa web marketing nel 2012? Almeno 2 cose</strong></p>
<p><strong>1) </strong>Recepire le nuove direttive di costruzione dei siti: il vostro sito web dovrà contenere nel codice html dei <strong>nuovi metadati</strong> che consentiranno a Google di trovare e utilizzare i contenuti del sito all&#8217;interno di queste nuove funzionalità della Universal Search. I siti aggiornati con i nuovi metadati saranno facilitati nel posizionamento su Google e potranno uscire tra i <em>siti fonte</em> del risultato &#8220;Miglior Risposta&#8221;.<br />
 Un altro esempio è <strong>Google Shopping</strong>: dotare il proprio sito e-commerce dei metadati richiesti da Google, farà sì che esso appaia in Google Shopping con dati quali Nome prodotto, prezzo, recensioni, ecc.<br />
 Molte altre -tutte?- direttive si trovano nel progetto <strong><a href="http://www.schema.org">Schema.org</a></strong> voluto da Google, Bing, Yahoo, Yandex per stilare una sorta di Best Practice universale di meta tag che i designer possono utilizzare per rendere sempre più &#8220;parlante&#8221; il loro sito agli occhi dei motori.</p>
<p><strong>2)</strong> Prepararsi a <strong>ricorrere maggiormente al Paid Search</strong>. Perché? Questo suo motore di ricerca, Google lo rende sempre più completo, più ricco&#8230; più complesso e competitivo. La vostra informazione sarà sempre più una minima, minima fetta della <strong>torta visibile</strong>, è come se Google mirasse a creare un sistema nel quale le persone dovranno sempre più <strong>pagare</strong> per competere contro di esso. Sarà quindi necessario fare sempre più pubblicità a pagamento per dirottare efficacemente il traffico al proprio sito. <br />
 In molto storceranno il naso, ma non ci si scappa: Google lavora per essere sempre più funzionale, veloce e preciso e la gente continuerà ad essere soddisfatta finché Google continuerà ad avere i migliori risultati per una data ricerca. Far parte di quelle ricerche -anche a pagamento- continuerà ad essere cruciale.</p>
<p>Fonte: <a href="http://hbr.org/" target="_blank">Harvard Business Review</a></p>
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		<title>Ricerca annuale SEMS: gli Italiani e i Motori di Ricerca</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/survey-2011-gli-italiani-e-i-motori-di-ricerca/</link>
		<comments>http://www.promobit.com/blog/survey-2011-gli-italiani-e-i-motori-di-ricerca/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 11:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quanto conta la visibilità online?
Non si fa attendere  l&#8217;annuale e sempre preziosa ricerca commissionata da  SEMS Survey 2011 secondo la quale il 90% degli italiani ricorre ai motori di ricerca per trovare informazioni su prodotti/servizi che sta valutando di acquistare. Ancora: l&#8217;89% è stato influenzato una o più volte in maniera decisiva su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2852" style="float: left; align: left; margin-right: 10px" title="visibilita-online" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/visibilita-online2.jpg" alt="visibilita-online" width="250" height="144" />Quanto conta la visibilità online?</strong></p>
<p>Non si fa attendere  l&#8217;annuale e sempre preziosa ricerca commissionata da  SEMS <a title="survey 2011 sems" href="http://www.sems.it/ricerche.htm" target="_blank">Survey 2011</a> secondo la quale il 90% degli italiani ricorre ai motori di ricerca per trovare informazioni su prodotti/servizi che sta valutando di acquistare. Ancora: l&#8217;89% è stato influenzato una o più volte in maniera decisiva su cosa acquistare proprio dalle informazioni trovate attraverso i motori. Ad influenzarli sono in primis le schede prodotto e in secondo luogo i commenti e i contenuti degli utenti sul prodotto (TripAdvisor docet).</p>
<p>Come possono le aziende sfruttare al meglio i motori come strumento di business?</p>
<ol>
<li><strong>Assicurandosi che il proprio sito sia correttamente visibile tra i risultati di ricerca</strong> visto che, come detto, tra i contenuti trovati, sono le pagine di prodotto delle aziende produttrici quelle che influenzano maggiormente le decisioni e gli acquisti. In poche parole, investendo sulla visibilità online. </li>
<li><strong>Integrare il search marketing</strong> nei piani media ed <strong>allineare le attività nei motori</strong> con ciò che viene fatto offline, cercando di misurare quale sia l&#8217;apporto di ogni canale sugli obiettivi finali. </li>
<li><strong>Monitorare</strong> quali siano i contenuti che compaiono nei motori di ricerca legati al proprio brand, ai propri prodotti o servizi, al proprio managment: contenuti negativi potrebbero avere un&#8217;incidenza pesante sulle vendite e sulla marca.</li>
<li><strong>Utilizzare</strong>, per quanto possibile, a proprio vantaggio anche il cosidetto <strong>UGC</strong> (User Generated Content), ovvero i contenuti generati dagli utenti.</li>
</ol>
<p>FONTE: Rapporto Survey 2011 pubblicato da <a title="survey 2011 sems" href="http://www.sems.it/ricerche.htm" target="_blank">Sems</a></p>
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		<title>Codice Qr: funziona davvero?!</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/codice-qr/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 10:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene</dc:creator>
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		<category><![CDATA[codice qr]]></category>

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		<description><![CDATA[Il codice Qr fa bene al marketing? E gli utenti mobile sanno cos&#8217;è e come si usa? 
I codici QR pubblicitari si vedono ovunque: nelle riviste, nei comunicati stampa, sui cartelloni pubblicitari, sugli autobus, nelle email.
Ma quanta gente si prende la briga di andarsi a vedere online i QR pubblicitari? Secondo recenti studi, gran poca. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il codice Qr fa bene al marketing? E gli utenti mobile sanno cos&#8217;è e come si usa? </strong><br class="spacer_" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2802" style="float: left; align: left; margin-right: 10px" title="Codice Qr: a cosa serve? è utile?" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/codice-QR-OK.jpg" alt="codice-QR" width="150" height="150" />I codici QR pubblicitari si vedono ovunque: nelle riviste, nei comunicati stampa, sui cartelloni pubblicitari, sugli autobus, nelle email.</p>
<p>Ma quanta gente si prende la briga di andarsi a vedere online i QR pubblicitari? Secondo recenti studi, gran poca. In poche parole, non se li fila nessuno. La spiegazione? Semplice, la tecnologia alla base di codici a barre non è stata inventata per la pubblicità e il marketing, questi settori hanno tentato di applicarla per i loro scopi ma con risultati deludenti.</p>
<p>Tra il fatto che la maggiorparte delle persone non ha ancora capito bene come funziona e la quasi totale mancanza di creatività nella sua applicazione, sembrerebbe che il codice QR sia destinato a diventare solo una piccola scatola per Geek (appassionati di tecnologia).</p>
<p><a href="http://www.imediaconnection.com/profiles/iMedia_PC_Bio.aspx?ID=1353" target="_blank">Sean X Cummings</a>, marketing strategist, ha fatto al riguardo un simpatico esperimento on the road: ha chiesto a 300 passanti di spiegare a cosa servisse il codice Qr, in cambio avrebbero ricevuto un dono.</p>
<p>Ecco i risultati:</p>
<p>- l&#8217;11 % ha risposto correttamente<br />
 -il 29 % ha risposto con &#8220;E&#8217; qualcosa di simile a un codice a barre&#8221;<br />
 -il 7 % lo ha classificato come qualche variante di &#8220;Quelle cose che se le guardi bene ti appare un&#8217;immagine nascosta in 3D&#8221;<br />
 -il restante 53 % ha sparato di tutto: da un codice segreto militare, coreano ad una mappa stradale aerea di San Francisco</p>
<p>Il bello è che l&#8217;indagine è stata condotta a San Francisco, la vera e propria Mecca del pianeta per la tecnologia. Quando Sean ha chiesto a chi sapeva di cosa si trattava il codice di leggerlo con il proprio telefono, solo il 45 % di questi era in grado di farlo, e ci sono voluti in media di 47 secondi per prendere il telefono e trovare l&#8217;applicazione per leggere il codice QR. Per fortuna che dovrebbe essere un modo di fare del marketing &#8220;rapido e diretto&#8221;, QR starebbe in teoria Quick Response: risposta rapida.</p>
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		<title>Statistiche pubblicità Mobile, come e quanto cresce</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/pubblicita-mobile-dati-statistiche/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 08:12:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ma dove vai, se lo Smartphone non ce l&#8217;hai. I cellulari palmari sono sempre più diffusi e, grazie ai finanziamenti proposti dalle compagnie telefoniche, sempre più alla portata di tutti. Secondo le stime di eMarketer, il 38% degli utenti di  telefonia mobile degli  Stati Uniti avrà uno Smartphone entro la fine  del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ma dove vai, se lo Smartphone non ce l&#8217;hai.</strong> I cellulari palmari sono sempre più diffusi e, grazie ai finanziamenti proposti dalle compagnie telefoniche, sempre più alla portata di tutti. Secondo le stime di <a href="http://www.emarketer.com/Article.aspx?R=1008622" target="_blank">eMarketer</a>, il 38% degli utenti di  telefonia mobile degli  Stati Uniti avrà uno Smartphone entro la fine  del 2011 e il 41% utilizzerà l&#8217;internet  mobile almeno una volta al  mese.</p>
<p><strong>La gallina dalle uova d&#8217;oro.</strong> Di conseguenza aumentano anche gli investimenti pubblicitari nel settore mobile.  I <a href="http://www.emarketer.com/Article.aspx?R=1008622" target="_blank">dati</a> parlano di circa <strong>1,23 miliardi di  dollari</strong> investiti in pubblicità mobile per il 2011 solo negli Stati Uniti, contro i 743 milioni di dollari del 2010. Le previsioni per gli anni a seguire sono ancora più rosee: gli investimenti degli inserzionisti toccheranno quota 4,4  miliardi di dollari entro il 2015. Di questi miliardi di dollari fanno parte le spese per gli <strong>annunci display</strong> (come banner, rich   media e video) e la <strong>ricerca</strong> e la <strong>messaggistica</strong> basate sulla pubblicità, sia su Smartphone che su Tablets.</p>
<p>Il grafico parla da solo:</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2752" title="dati pubblicità mobile" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/dati-mobile.gif" alt="dati pubblicità mobile" width="324" height="307" /><strong> </strong></p>
<p><strong><br />
 Ma tra banner, massaggistica e via dicendo, dove si investirà di più?</strong> Se per il 2011 ad avere la meglio sarà l&#8217;adv basato sulla massaggistica, nel 2012 è prevista una netta ripresa degli annunci di banner e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Interactive_media" target="_blank">rich media</a>, che raggiungeranno il 33% degli investimenti pubblicitari globali del settore mobile, 594,8 milioni dollari.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2754" title="investimenti-pubblicità-mobile" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/investimenti-pubblicità-mobile.gif" alt="investimenti-pubblicità-mobile" width="324" height="218" /> <span id="result_box" lang="it"><span> </span></span></p>
<p><span id="result_box" lang="it"><span>Fanalino di coda del marketing mobile sono i <strong>video</strong>, che però presentano il tasso di crescita più elevato: 69% tra il 2010 e il 2015. </span><span> </span></span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>E-commerce: perché i clienti non concludono gli acquisti?</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/e-commerce-acquisti-clienti/</link>
		<comments>http://www.promobit.com/blog/e-commerce-acquisti-clienti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 07:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un utente entra nel nostro sito e-commerce, cerca il prodotto che vuole e lo trova, lo inserisce nel carrello e lo sta per acquistare&#8230;quando all&#8217;improvviso: puff, sparito. Abbandona il sito e se ne va.
Perché abbiamo perso il cliente? Un acquisto su internet non viene concluso da un navigatore per i motivi più disparati. A svelare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un utente entra nel nostro <strong>sito e-commerce</strong>, cerca il prodotto che vuole e lo trova, lo inserisce nel carrello e lo sta per acquistare&#8230;quando all&#8217;improvviso: puff, sparito. Abbandona il sito e se ne va.</p>
<p><strong>Perché abbiamo perso il cliente?</strong> Un acquisto su internet non viene concluso da un navigatore per i motivi più disparati. A svelare i più significativi è un&#8217;indagine Econsultancy condotta su 2.000 consumatori del Regno Unito.</p>
<p><strong>Trasmettere fiducia: perché l&#8217;utente sceglie noi. </strong></p>
<p>Di quali segnali ha bisogno il cliente per fidarsi di voi?</p>
<p>Il 48% degli intervistati ha dichiarato di scegliere un sito piuttosto che un altro a seconda della presenza o meno di <strong>“marchi di fiducia”</strong>, ne sono un esempio i certificati di qualità.</p>
<p>In seconda posizione, 46% degli intervistati, è la presenza delle <strong>informazioni di contatto del rivenditore</strong>, che devono essere chiare e semplici da trovare. Il 41% invece userebbe un sito se <strong>consigliato da amici o colleghi</strong>.</p>
<p><em>Se state acquistando da un rivenditore che non conoscete bene, come decidete se fidarvi o meno del sito web?</em></p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-2124" title="Tabella fiducia clienti nel sito" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/tabella-fiducia.jpg" alt="fiducia clienti sito ecommerce" width="570" height="186" /></em></p>
<p><strong>Il segreto è concepire </strong><strong>pagine-prodotti essenziali.</strong></p>
<p>Idealmente, le pagine dei prodotti dovrebbero trasmettere tutte le informazioni che i clienti hanno bisogno di vedere prima di poter decidere se fare un acquisto.</p>
<p><em>Quali informazioni hai bisogno di vedere sulle pagine dei prodotti per decidere di fare un acquisto?</em></p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-2129" title="Tabella pagina prodotto ideale" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/tabella-acquisto.jpg" alt="Tabella pagina prodotto ecommerce" width="570" height="185" /></em></p>
<p><strong>Perché l&#8217;utente svuota il carrello e cestina il suo acquisto.</strong></p>
<p>Tra i motivi per i quali la gente cestina gli acquisti prima di portarli a termine e azzera il carrello, c&#8217;è il fatto di scoprire solo in un secondo momento spese di spedizione (74%) o prezzi (49%) troppo alti. Ecco perché queste informazioni devono essere presenti già sulle pagine prodotto e non solo nel carrello.</p>
<p><em>Dopo aver aggiunto gli articoli al carrello, che cosa ti fa abbandonare l&#8217;acquisto?</em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2139" title="Tabella motivi abbandono ecommerce" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/tabella-abbandono1.jpg" alt="Tabella abbandono ecommerce" width="570" height="170" /><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Arrivati in cassa con il carrello pieno, abbandonano l&#8217;acquisto. Cosa gli abbiamo tenuto nascosto?</strong></p>
<p>Il problema principale per gli intervistati sono gli oneri nascosti e ingiustificati che saltano fuori all&#8217;ultimo momento. Il problema è sempre lo stesso, trasparenza innanzitutto: i rivenditori devono informare l&#8217;utente sui prezzi totali e i costi di consegna prima di farlo arrivare alla cassa!</p>
<p><em>Una volta che sei nel processo di pagamento, cosa ti impedisce di completare l&#8217;acquisto?</em></p>
<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-2144" title="Tabella analisi cassa" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/tabella-kassa.jpg" alt="tabella cassa ecommerce" width="570" height="238" /></em></p>
<p>Liberamente tratto da <em>Why do consumers abandon online purchases?</em> <a href="http://econsultancy.com/uk/blog" target="_blank">Econsultancy Blog</a>.</p>
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		<title>Pubblicità sul web in crescita: +17,6% rispetto al 2010.</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 07:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pillole di Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Statistiche e Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[
La corsa del web si rivela inarrestabile.
Nel mercato pubblicitario il web non solo stacca tv, stampa, radio, cinema e outdoor di diversi punti ma è l&#8217;unica forma di advertising a registrare una crescita. In particolare, secondo i dati resi noti da Fcp-Assolnternet, banner e affiliazioni, i due strumenti più diffusi nel marketing interattivo,  hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2104" style="float: left; align: left; margin-right: 10px" title="Investimenti pubblicità nel web" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/217-mil..jpg" alt="Investimenti pubblicità nel web" width="140" height="117" /></p>
<p><strong>La corsa del web si rivela inarrestabile.</strong></p>
<p>Nel mercato pubblicitario il web non solo stacca tv, stampa, radio, cinema e outdoor di diversi punti ma è l&#8217;unica forma di advertising a registrare una crescita. In particolare, secondo i dati resi noti da Fcp-Assolnternet, <strong>banner e affiliazioni</strong>, i due strumenti più diffusi nel marketing interattivo,  hanno registrato un vigoroso +26% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente, pari a 52,6 milioni in valore. I risultati sono confortanti anche dando un&#8217;occhiata al web nel suo insieme, che segnala un +17,6% corrispondente a 217 milioni.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2099" style="float: left; align: left; margin-right: 10px" title="Banner e affiliazioni in crescita" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/banner-e-display.jpg" alt="banner-affiliazioni" width="110" height="160" />Lo scenario degli altri investimenti pubblicitari. </strong></p>
<p>Rispetto ad Aprile 2010 il mercato totale degli investimenti pubblicitari è calato del 2,6% con la tv a -1.8%, la stampa a -5.3%, la radio a -7.2%, cinema e outdoor rispettivamente -15,4% e -21,1%.</p>
<p><strong>Le ricerche di mercato.</strong></p>
<p><a href="http://it.nielsen.com/site/index.shtml" target="_blank"><strong> </strong></a></p>
<p><a href="http://it.nielsen.com/site/index.shtml" target="_blank"><strong> </strong></a></p>
<p><a href="http://it.nielsen.com/site/index.shtml" target="_blank"><strong>Nielsen</strong></a>, società che si occupa di ricerche di mercato e marketing, ha dato il suo verdetto: negli ultimi due anni cinque fra i principali settori dell&#8217;economia nazionale hanno scelto la rete come strumento di comunicazione per risanare i rapporti tra marche, prodotti e consumatori. Stiamo parlando del mondo della <strong>distribuzione </strong>e in particolare di <strong>abbigliamento</strong>, <strong>gestione casa</strong>, <strong>mercato farmaceutico</strong>, <strong>sanitari</strong>, <strong>media</strong> e <strong>editoria</strong>.</p>
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		<title>Adwords Remarketing, fai marketing su chi ti conosce già</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/oogle-adwords-remarketing/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 07:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pillole di Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Search Engine Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[google adwords]]></category>
		<category><![CDATA[remarketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Il remarketing di Adwords dà la possibilità di raggiungere i navigatori che visitano il nostro sito anche dopo che lo hanno lasciato, attraverso degli annunci mirati. Ci permette di ritrovarli e ricordargli quali servizi possiamo offrire loro.
 
 
Come ritroviamo i nostri visitatori?
Ogni volta che un utente visita un sito internet dove è attiva la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il<strong> </strong><strong>remarketing</strong> di Adwords dà la possibilità di raggiungere i navigatori che visitano il nostro sito anche dopo che lo hanno lasciato, attraverso degli annunci mirati. Ci permette di ritrovarli e ricordargli quali servizi possiamo offrire loro.</p>
<p><a href="http://adwords.google.com/support/aw/bin/answer.py?hl=it&amp;answer=170449" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-1972" title="Come funziona Google Adwords Remarketing?" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/remarketing-img.gif" alt="google adwords remarketing" width="575" height="68" /></a><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Come ritroviamo i nostri visitatori?</strong></p>
<p>Ogni volta che un utente visita un sito internet dove è attiva la campagna di remarketing questo sito gli conferisce un apposito cookie, cioè una sorta di promemoria. Quando quello stesso visitatore guarderà altri siti troverà  nei box pubblicitari di Google la pubblicità del nostro sito che ha visitato in precedenza.</p>
<p><strong>Per chi è utile fare una campagna di remarketing?</strong></p>
<p>Tutti traggono beneficio dalle campagne remarketing. In particolare quelle attività commerciali che non richiedono una scelta di acquisto immediata ma che presuppongono una &#8220;pausa di riflessione&#8221; prima di un ordine o di una prenotazione, ad esempio le agenzie di viaggio e tutti i siti e-commerce. Il remarketing è particolarmente efficace quando abbiamo la necessità di comunicare un’offerta o un messaggio promozionale.</p>
<p><strong>Facciamo un esempio. </strong></p>
<p>1) Vado sul sito di Meridiana e cerco un volo Verona-Catania. Decido di non prenotare, preferisco prima cercare le offerte di altri operatori, così abbandono il sito.</p>
<p>2) Nei giorni successivi visito un sito di News e&#8230; bam, ecco lì la Meridiana con la sua campagna remarketing!</p>
<p>3) Non mi posso riposare un attimo, persino nei momenti di svago mi inseguono: la mia passione per David Bowie mi porta a visitare Youtube per vedere un video d&#8217;annata del Duca Bianco e&#8230; bam, di nuovo lì con i Voli Verona-Catania. Così finiranno per prendermi per sfinimento!</p>
<p>Notare come le campagne siano altamente profilabili.</p>
<p><strong>Come liberarsi del remarketing?</strong></p>
<p>Basta cancellare i cookie e il sistmea di remarketing non riuscirà più a identificarci.</p>
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		<title>Se Google non si compra Groupon, se ne fa uno suo.</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 08:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[groupon]]></category>

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		<description><![CDATA[E dopo aver preannunciato qualche settimana fa che &#8220;il telefono diventerà il vostro portafoglio&#8221;, Google esce allo scoperto e presenta il nuovo servizio clone di Groupon: Google Offers.
Che Google bramasse di entrare a far parte del business del commercio geolocalizzato non è una novità. E&#8217; infatti di pochi mesi fa la notizia che Google ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.google.com/offers/home" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-1635" style="float: left; align: left; margin-right: 10px" title="offers-piccola" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/offers-piccola.gif" alt="Google offers Icons" width="259" height="70" /></a>E dopo aver preannunciato qualche settimana fa che &#8220;il telefono diventerà il vostro portafoglio&#8221;, Google esce allo scoperto e presenta il nuovo servizio clone di Groupon:<strong> <a href="https://www.google.com/offers/home" target="_blank">Google Offers</a></strong>.</p>
<p>Che Google bramasse di entrare a far parte del business del commercio geolocalizzato non è una novità. E&#8217; infatti di pochi mesi fa la notizia che Google ha fatto un&#8217;offerta di acquisto a <strong>Groupon</strong> di ben <strong>sei miliardi di dollari</strong>, più di quanto era stato stimato Youtube a suo tempo.</p>
<p>Incassato il no di Groupon, Google ha così deciso di proporre la sua versione degli sconti giornalieri geolocalizzati. Ma bisognerà aspettare ancora qualche tempo per averlo nel Bel Paese, per ora la guerra allo sconto più appetibile tra i due Big G si gioca nelle città di San Francisco, Portland, Oakland e New York.</p>
<p>
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/BQlq6B0ZFHY?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="349" src="http://www.youtube-nocookie.com/v/BQlq6B0ZFHY?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>
</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Come funziona Google Offers? Come un gruppo di acquisto.<br />
 </strong></p>
<p>Facciamo un semplice esempio.</p>
<p>1. Marco apre un bar a Rimini e <strong>desidera farsi conoscere</strong>. Avendo aperto da poco, è particolarmente interessato al fatto che la gente dia il via ad un passaparola sulla sua nuova attività.<br />
 2. Marco a questo punto<strong> contatta Groupon o Google Offers</strong> i quali metteranno in vendita sul suo portale, nel settore Rimini, <strong>50 coupon per 50 birre</strong> al prezzo scontatissimo di un euro l&#8217;una.<br />
 3.Tutti i cittadini di Rimini iscritti via email al servizio vengono  invitati a comprare il coupon per la birra a un euro.<br />
 4.L&#8217;offerta si conclude raggiunto il numero di<strong> 50 persone</strong> dopo il quale parte l’acquisto di gruppo e la distribuzione, sempre via email, dei coupon promozionali.<br />
 5. Ricevuto il coupon all&#8217;utente non resta che recarsi da Marco e godersi la sua &#8220;esperienza d&#8217;acquisto&#8221;.</p>
<p>La morale? Scontata: &#8220;L&#8217;unione fa la forza&#8221;!</p>
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