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	<title>Web Marketing Blog &#187; Web Copywriting</title>
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	<description>Il blog web marketing di Promobit Communications</description>
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		<title>Corporate Blog: dimmi cosa scrivi e ti dirò che azienda sei.</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 09:27:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Web Copywriting]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[business blog]]></category>
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		<description><![CDATA[
Sembra che oltreoceano sia una consuetudine. Migliaia di manager, rientrati a casa la sera dopo il lavoro, accedono al loro blog aziendale, “corporate blog”, per parlare di argomenti inerenti al loro lavoro, rilasciare consigli, condividere opinioni, tenersi e tenere aggiornati.
Un corporate blog può nascere in diversi modi. Può sfociare dall’iniziativa spontanea di un manager che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1492" title="corporate-blog2" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/corporate-blog2.jpg" alt="corporate-blog2" width="300" height="213" /></p>
<p>Sembra che oltreoceano sia una consuetudine. Migliaia di manager, rientrati a casa la sera dopo il lavoro, accedono al loro blog aziendale, “corporate blog”, per parlare di argomenti inerenti al loro lavoro, rilasciare consigli, condividere opinioni, tenersi e tenere aggiornati.</p>
<p>Un corporate blog può <strong>nascere in diversi modi</strong>. Può sfociare dall’iniziativa spontanea di un manager che lo apre per fare branding sia per l’azienda che per se stesso o essere gestito all’interno ed esclusivamente dalla company.</p>
<p>In qualsiasi caso, se gestito bene può infondere nel cliente <strong>stima</strong>, <strong>fiducia</strong> e <strong>popolarità</strong> verso il nostro marchio.</p>
<p>A tal proposito ecco 10 consigli utili per gestire al meglio il vostro blog aziendale tratti dal <strong>“Manifesto del corporate blog”</strong> di Scoble:</p>
<ol>
<li>Dite la <strong>verità</strong>, tutta la verità, nient’altro che la verità.</li>
<li>Riportate le buone notizie come quelle cattive prima degli altri e <strong>rispondete alle critiche</strong> prima possibile. </li>
<li>Usate una <strong>voce umana</strong> e non siate troppo pignoli. </li>
<li>Tenetevi aggiornati sugli ultimi software e le <strong>ultime tecnologie</strong>.</li>
<li>Cercate di <strong>conoscere</strong> personalmente chi ha influenza sul vostro business: esperti, venditori, protagonisti del mercato…e perché no, clienti.</li>
<li>Non cambiate mai <strong>l’indirizzo web</strong>.</li>
<li>Siate gentili e <strong>educati con tutti</strong>. Tutti.</li>
<li>Siate <strong>un’autorità</strong> per il vostro prodotto/azienda. Dovete saperne più di chiunque altro.</li>
<li>Prestate attenzione alle <strong>questioni legali</strong>. Come? Non commentate questioni legali!</li>
<li>Metteteci<strong> passione</strong>.</li>
</ol>
<p><em>“Nulla di grande è mai stato fatto senza passione e nulla di grande potrà mai essere compiuto”. </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>George . Friedrich Hegel<em> </em></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Comunicazione efficace sul web? Breve ma intensa!</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/comunicazione-efficace-sul-web/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 10:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Web Copywriting]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione web]]></category>

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		<description><![CDATA[Come possiamo trasmettere alla nostra audience esattamente ciò che abbiamo in testa?
Be simple! Be useful!
Nel mondo del marketing ma soprattutto nella comunicazione sul web pagano semplicità e chiarezza.
Essere snelli è una delle regole principe per avere successo e per fare del proprio sito un punto di riferimento funzionale e utile per il proprio target.
Realizzare sproloqui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come possiamo trasmettere alla nostra audience esattamente ciò che abbiamo in testa?</p>
<p>Be simple! Be useful!</p>
<p>Nel mondo del marketing ma soprattutto<strong> </strong>nella<strong> comunicazione sul web</strong> pagano <strong>semplicità</strong> e <strong>chiarezza</strong>.</p>
<p><strong>Essere snelli</strong> è una delle regole principe per avere successo e per fare del proprio sito un punto di riferimento funzionale e utile per il proprio<strong> target</strong>.</p>
<p>Realizzare sproloqui sul web con paroloni e giri di parole è anzitutto <strong>una perdita di tempo: </strong>un utente passa in media 2 minuti e mezzo su un sito e guarda in media 3 o 4 pagine.</p>
<p>Le <strong>perdite di significato</strong> sono la cancrena del web-marketing e l’incubo di ogni venditore.</p>
<p><img align="left" style="margin-left: 75px; margin-right: 45px;" title="Dispersione del Significato" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/cono-significato1.gif" alt="cono-significato" width="250" height="245" />La questione va presa seriamente soprattutto se consideriamo che secondo uno studio recente il venditore non riesce a trasmettere il<strong> 100% di significato</strong>, caratteristiche e vantaggi di ciò che deve vendere. Sembra che anche il miglior commerciale al mondo arrivi al massimo a comunicare <strong>l’80%</strong> del significato, il quale viene poi colto per il <strong>60%</strong> dell’interlocutore o dal target di riferimento che poi ne comprenderà realisticamente il <strong>40%.</strong></p>
<p>Lo scenario descritto è doppiamente problematico se applicato al web. L’utente non concede tempo a chi lo annoia, se percepisce un raggiro o se non trova immediatamente ciò che cerca. Per meritare l’attenzione del nostro target la comunicazione deve essere fatta in modo accattivante ma soprattutto:</p>
<ul>
<li>Diretto</li>
<li>coinciso</li>
<li>mirato</li>
<li>credibile</li>
</ul>
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		<title>Quali pubblicità ci colpiscono di più sul web?</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/quali-pubblicita-ci-colpiscono-di-piu-sul-web/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 09:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pillole di Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Web Copywriting]]></category>
		<category><![CDATA[Web Usability]]></category>
		<category><![CDATA[annunci testuali]]></category>

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		<description><![CDATA[Navigando, quali sono gli annunci pubblicitari che tendiamo a guardare maggiormente: immagini? Animazioni? O annunci testuali? La risposta è: i testi.
Una recente ricerca sulla retina oculare dimostra che gli annunci testuali sono i più osservati in assoluto, seguono le pubblicità con immagini e molto più indietro quelle animate.
Al contrario di quello che si pensa, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-right:10px;" title="Eyetracking annunci pubblicitari" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/eyetracking-annunci-pubblicitari.gif" alt="Eyetracking annunci pubblicitari" width="173" height="116" align="left" />Navigando, quali sono gli <strong>annunci pubblicitari</strong> che tendiamo a guardare maggiormente: immagini? Animazioni? O annunci testuali? La risposta è: i <strong>testi</strong>.</p>
<p>Una recente ricerca sulla retina oculare dimostra che gli <strong>annunci testuali sono i più osservati</strong> in assoluto, seguono le pubblicità con immagini e molto più indietro quelle animate.</p>
<p><img style="margin-left: 10px;" title="Annuncio testuale Google" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/annuncio-testuale-google.png" alt="Annuncio testuale Google" width="200" height="80" align="right" />Al contrario di quello che si pensa, non sono quindi le animazioni o le immagini a colpire maggiormente il nostro occhio, nonostante tutta la buona volontà nella scelta dell&#8217;immagine o nella realizzazione dell&#8217;animazione: è il testo delle pubblicità ad essere &#8220;sbirciato&#8221; maggiormente (pensiamo ad esempio agli annunci Google).</p>
<p><strong>Quali sono i motivi principali per cui le pubblicità testuali ci colpiscono di più?</strong></p>
<p>a) In internet il testo è la <em><strong>vera informazione</strong></em>. A differenza della televisione, il web è fatto di azioni: &#8220;clicca&#8221;, &#8220;cerca&#8221;, &#8220;registrati&#8221;, &#8220;compra&#8221;, &#8220;scarica&#8221;&#8230; e di conseguenza saremo sempre più attratti dal contenuto che ci porta dove vogliamo arrivare.</p>
<p>b) Tendiamo a confondere le <strong>pubblicità testuali con le informazioni testuali</strong>: in fondo si tratta sempre di testo! La carta stampata usa da tempo questo trucchetto (a tutti sarà capitato di vedere le pubblicità scritte come un articolo di giornale).</p>
<p>c) Se in TV evitiamo la pubblicità cambiando canale, anche sul web succede qualcosa del genere: si chiama <strong><em>cecità ai banner</em></strong>, inconsciamente il nostro occhio tende ad ignorare tutte le immagini e le animazioni pubblicitarie piazzate sui siti, capisce in una frazione di secondo che si tratta di contenuto pubblicitario e lo scarta. La cecità ai banner è particolarmente forte quando visitiamo siti che conosciamo già e sappiamo già <em>dove</em> si trovano le pubblicità.</p>
<p>d) Nel caso degli<strong> annunci testuali sui motori di ricerca</strong>, il nostro tasso di attenzione sarà per forza di cose maggiore.  Siamo noi che stiamo cercando un&#8217;informazione in quel preciso istante e anche gli annunci di uno o più inserzionisti possono fare al caso nostro.</p>
<p><strong>Conclusione</strong><br />
 <img style="margin-right: 10px;" title="Web Copywriting" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/web-copywriting.jpg" alt="Web Copywriting" width="110" height="88" align="left" />Precisato che &#8220;guardare&#8221; non significa &#8220;interagire&#8221; e che essere guardati non è l&#8217;obiettivo di una campagna web, una buona azione di pubblicità online avrà sempre bisogno dell&#8217;apporto della <strong>scrittura persuasiva</strong>. <br />
 E’ il testo a rappresentare la <strong>vera miniera di informazioni</strong> per gli utenti, sia a livello di annunci pubblicitari che di testi per le proprie Landing Page.</p>
<p><span style="color: #888888;">[fonte:  <em>Eyetracking Web Usability</em>, Jakob Nielsen]</span></p>
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		<title>Quante parti di una pagina web leggono gli utenti?</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/percentuali-lettura-pagine-web/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 May 2008 07:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Promobit Communications</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Web Copywriting]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[pagine web]]></category>
		<category><![CDATA[tassi lettura]]></category>

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		<description><![CDATA[Apparentemente non troppe: una recente ricerca stima che i navigatori consultino il 28% dei contenuti di una pagina se va bene, il 20% solitamente. Anche se si tratta di contenuti testuali, come in parte questa immagine sul tracciamento oculare di UseIt confermerebbe:

Il poco tempo, l&#8217;approccio &#8220;istintivo&#8221; e d&#8217;impulso e molti altri fattori, fanno sì che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Apparentemente non troppe: una <a href="http://doi.acm.org/10.1145/1326561.1326566" target="_blank" rel="nofollow">recente ricerca</a> stima che i navigatori consultino il 28% dei contenuti di una pagina se va bene, il 20% solitamente. Anche se si tratta di contenuti testuali, come in parte questa immagine sul tracciamento oculare di UseIt confermerebbe:</p>
<p><img src="http://www.useit.com/eyetracking/eyetracking_corporate_site_about_us.png" rel="nofollow" alt="Eyetracking" align="middle" height="536" width="400" /></p>
<p>Il poco tempo, l&#8217;approccio &#8220;istintivo&#8221; e d&#8217;impulso e molti altri fattori, fanno sì che i navigatori badino solo ad una parte dei contenuti, scorrono la pagina in maniera zig-zagante e prestano attenzione ad aree/elementi/blocchi di contenuto più che all&#8217;interno contenuto riga per riga.<br />
Occorre quindi essere <strong>molto incisivi e sintetici sulle proprie pagine web</strong>, a partire dalle prime righe del testo, per poi offrire ulteriori approfondimenti a chi è realmente interessato all&#8217;argomento e soprattutto ha il tempo di snocciolarlo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I motori di ricerca preferiscono il passivo&#8230;?</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/i-motori-di-ricerca-preferiscono-il-passivo/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 14:03:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Copywriting]]></category>
		<category><![CDATA[web content usability]]></category>
		<category><![CDATA[web writing]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma come? Da sempre mi hanno insegnato e ripetuto che per raggiungere il mio interlocutore è meglio preferire la forma verbale attiva a quella passiva, perché esplicita, più fluida e chiara.
Di recente però dalla Alertbox di Jakob Nielsen, guru americano della web usability, esce una voce in controtendenza che riqualifica la forma passiva dei testi: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma come? Da sempre mi hanno insegnato e ripetuto che per raggiungere il mio interlocutore è meglio preferire la forma verbale attiva a quella passiva, perché esplicita, più fluida e chiara.</p>
<p>Di recente però dalla Alertbox di Jakob Nielsen, guru americano della web usability, esce una voce in controtendenza che riqualifica la forma passiva dei testi: <a target="_blank" href="http://www.useit.com/alertbox/passive-voice.html">Passive Voice Is Redeemed For Web Headings</a>.<br />
Molti tra web writer e business writer anche in Italia riflettono e si interrogano su queste nuove indicazioni e la domanda è “quale delle due forme verbali prediligere, il passivo o l’attivo?”.</p>
<p>Buona norma vuole che si continui a privilegiare la forma attiva, facendo qualche opportuna eccezione per <strong>titoli e sottotitoli</strong>, per quei “microcontenuti” tanto amati dai motori di ricerca che devono dare rilevanza e presentare in maniera immediata le parole chiave.</p>
<p>Titoli e sottotitoli sono fondamentali per il buon posizionamento di una pagina, proprio per questo al loro interno le parole più importanti sono le prime. Man mano che si procede verso destra, le parole sono sempre meno decisive. <strong>Il passivo permette spesso di anticipare le parole chiave</strong>.</p>
<p>Vediamo un esempio:<br />
a. Devi inserire le parole chiave all’inizio del titolo (attiva)<br />
b. Le parole chiave devono essere inserite all’inizio del titolo (passiva)<br />
c. Le parole chiave sempre all’inizio del titolo (ottimizzata)</p>
<p>Nella terza ipotesi esce un’altra buona abitudine da tener sempre presente, indipendentemente dalla forma passiva o attiva che vogliamo usare, <strong>è sempre meglio rendere il titolo</strong> sintetico e diretto, informativo ed evocativo ma al tempo stesso piacevole da leggere e pronunciare.</p>
<p>Quindi non è che da oggi si deve iniziare a invertire i titoli e le forme verbali con regolarità, ma l’obiettivo è di trovare il giusto equilibrio tra le esigenze dei lettori e quelle dei motori. Ciò conferma che <strong>sul web non funzionano regole assolute</strong> ma piuttosto l’abilità di interpretare le singole situazioni.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Prima di tutto il Contenuto!</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/prima-di-tutto-il-contenuto/</link>
		<comments>http://www.promobit.com/blog/prima-di-tutto-il-contenuto/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Oct 2007 14:22:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Copywriting]]></category>
		<category><![CDATA[web content]]></category>

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		<description><![CDATA[Quotidianamente ognuno di noi si collega a Internet per cercare informazioni, naviga   attraverso le pagine di siti che già conosce o interroga i motori di ricerca per trovare essenzialmente contenuti e servizi. L’obiettivo è quello di trovare le migliori risposte alle proprie esigenze nel minor tempo possibile.
Velocità di reperimento, semplicità d’uso e qualità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quotidianamente ognuno di noi si collega a Internet per cercare informazioni, naviga   attraverso le pagine di siti che già conosce o interroga i motori di ricerca per trovare essenzialmente contenuti e servizi. L’obiettivo è quello di trovare le migliori risposte alle proprie esigenze nel minor tempo possibile.</p>
<p><strong>Velocità di reperimento, semplicità d’uso e qualità delle informazioni offerte</strong> sono i presupposti che fanno di un pagina o di un sito un progetto web di successo e<br />
sono riconducibili ad un’unica causa effetto principale: la gestione del contenuto.</p>
<p>Una grafica accattivante può attirare l’attenzione dell’utente ma dopo qualche secondo è l’originalità e la qualità di contenuti e servizi a mantenerlo incollato alla pagina. Una idonea organizzazione e strutturazione delle informazioni permetteranno allo stesso utente di navigare agevolmente, dandogli la possibilità di trovare velocemente e con semplicità quello che cerca.</p>
<p>In questo modo lo stesso utente considererà il sito che sta utilizzando come una risorsa utile alla quale tornare e la consiglierà a coloro che manifestano le sue stesse esigenze.</p>
<p>Una volta che una pagina viene concepita per soddisfare al meglio le esigenze dell’utenza, la stessa viene sicuramente vista di buon occhio anche da parte dei motori di ricerca e potrà godere di un buon posizionamento naturale e quindi di visibilità.</p>
<p>Ecco che <strong>un contenuto originale opportunamente strutturato è il punto di partenza</strong> da dove iniziare ogni buon progetto di comunicazione in rete. Non è sempre facile, immediato ed economico ma è il primo passo ed è meglio farlo nella direzione giusta.</p>
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