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	<title>Web Marketing Blog &#187; Social Media</title>
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	<description>Il blog web marketing di Promobit Communications</description>
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		<title>Facebook sta per entrare in borsa</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/facebook-sta-per-entrare-in-borsa/</link>
		<comments>http://www.promobit.com/blog/facebook-sta-per-entrare-in-borsa/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 16:21:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[1 Febbraio 2012:  Mark Zuckerberg ha presentato la documentazione per lanciare la sua IPO (Initial Public Offering) a Wall Street con l&#8217;obiettivo di quotare in borsa Facebook.
Facebook potrebbe quindi essere quotato in Borsa entro la prossima estate con una offerta pubblica iniziale intorno ai 100 miliardi di dollari, superiore addirittura di 6 volte rispetto a quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1 Febbraio 2012:  Mark Zuckerberg ha presentato la documentazione per lanciare la sua <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/IPO" target="_blank">IPO</a> (Initial Public Offering) a Wall Street con l&#8217;obiettivo di <strong>quotare in borsa Facebook</strong>.</p>
<p>Facebook potrebbe quindi essere quotato in Borsa entro la prossima estate con una <strong>offerta pubblica iniziale intorno ai 100 miliardi di dollari</strong>, superiore addirittura di 6 volte rispetto a quella lanciata da Google nel 2004. Attualmente solamente Visa, AT&amp;T e General Motors avrebbero una IPO maggiore di quella di Facebook. Il valore complessivo di Facebook si aggirerà così sui 100 miliardi di dollari, più di Disney (61 miliardi) e McDonald’s (95.6 miliardi).</p>
<p><a href="http://images.accountingdegreeonline.net.s3.amazonaws.com/facebook-ipo.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3165" title="Facebook quotato in borsa" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/infografica-ipo-facebook.jpg" alt="infografica-ipo-facebook" width="593" height="674" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mc Donald&#8217;s: disastrosa campagna pubblicitaria su Twitter</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/mc-donalds-disastrosa-campagna-pubblicitaria-su-twitter/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 15:13:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pillole di Web Marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Se pensavate che fare social media marketing fosse A) facile B) non rischioso&#8230; ricredetevi  
 Ecco un altro caso di &#8220;effetto boomerang&#8221;, questa volta ne fa le spese un brand che sui social investe parecchio: Mc Donald&#8217;s.
Mc Donald&#8217;s ha chiesto ai propri consumatori di raccontare su Twitter le loro storie e opinioni riguardanti il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se pensavate che fare <strong>social media marketing</strong> fosse A) facile B) non rischioso&#8230; ricredetevi <img src='http://www.promobit.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> <br />
 Ecco un altro caso di &#8220;effetto boomerang&#8221;, questa volta ne fa le spese un brand che sui social investe parecchio: <strong>Mc Donald&#8217;s</strong>.</p>
<p>Mc Donald&#8217;s ha chiesto ai propri consumatori di raccontare su<strong> Twitter</strong> le loro storie e opinioni riguardanti il brand in 140 caratteri, e così hanno fatto gli utenti. Ma siamo sicuri che tutte le storie sull&#8217;esperienza culinaria Mc Donald&#8217;s abbiano il lieto fine? Capita infatti che la stra grande maggioranza delle #MacDstories siano <strong>commenti negativi e sarcastici</strong>, critiche e quant&#8217;altro.</p>
<p>Ecco un esempio:</p>
<p><a href="http://hypervocal.com/news/2012/mcdonalds-tweets-twitter-mcdstories-fail/#" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3144" title="Mac Donald's: campagna twitter fallimentare e figuracce" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/Picture-8.png" alt="Mac Donald's: campagna twitter fallimentare e figuracce" width="527" height="258" /></a></p>
<p><span style="font-size: x-small;">(&#8221;Mio padre ci portava da Mc Donald&#8217;s come regalo quando eravamo bambini. Ora è obeso e ha il diabete. <strong>Lezione imparata</strong>&#8220;)</span></p>
<p><strong>E Mc Donald&#8217;s che lezione ha imparato? </strong><br />
 Non si scherza con il cosidetto &#8220;User Generated Content&#8221; (il contenuto creato dagli utenti  spontaneamente) e non ci si può attendere che Tutti i commenti e le esperienze di consumo siano positive!</p>
<p>Imbastire una campagna social è una cosa delicata che richiede &#8211; tanto per dirne una &#8211; un&#8217; analisi del <strong>rapporto tra il target </strong>al quale ci si va a riferire e il messaggio pubblicitario che si intende usare come &#8220;esca&#8221;. Chiedere al popolo di Twitter, dove pullulano utenti politicamente impegnati ed eticamente schierati, di esprimere un giudizio su una multinazionale come Mc Donald&#8217;s, da sempre nell&#8217;occhio del mirino di animalisti e salutisti, poteva rivelarsi un clamoroso autogol.</p>
<p>E così è stato.</p>
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		<title>Pagine Facebook&amp;Co: come gestire i commenti negativi?</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/pagine-facebookco-come-gestire-i-commenti-negativi/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 16:07:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Grazie all&#8217;evoluzione del web in 2.0 ci è possibile stabilire dei contatti diretti con i nostri utenti, raccogliendo feedback e suggerimenti.
Ma c&#8217;è il rovescio della medaglia: può capitare, e capita a tutti prima o poi, che un cliente decida di esprimere un parere negativo su un prodotto/servizio scrivendolo sulla nostra pagina Facebook aziendale oppure gridandolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie all&#8217;evoluzione del web in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_2.0" target="_blank">2.0</a> ci è possibile stabilire dei contatti diretti con i nostri utenti, raccogliendo feedback e suggerimenti.</p>
<p>Ma c&#8217;è il rovescio della medaglia: può capitare, e capita a tutti prima o poi, che un cliente decida di esprimere un parere negativo su un prodotto/servizio scrivendolo sulla nostra pagina Facebook aziendale oppure gridandolo ai quattro venti sul forum del nostro ecommerce.</p>
<p><strong>Che fare di fronte a un commento negativo? </strong><strong>Cancellarlo o addirittura bloccare i commenti in via definitiva?</strong></p>
<p>Versace ha fatto proprio così:  ha scelto di chiudere i commenti sulla sua Fan Page di Facebook dopo aver ricevuto delle critiche da parte degli utenti:</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3118" title="Come gestire i commenti negativi sulle Fan Page Facebook?  " src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/Versace_Facebook.jpg" alt="Come gestire i commenti negativi sulle Fan Page Facebook?  " width="534" height="420" /><strong>Quando è meglio chiudere i commenti:</strong></p>
<p>-Quando gli utenti si domostrano offensivi/aggressivi su temi riguardanti guerra, appartenenza etnica o religiosa, gusti sessuali. Lo stesso discorso vale quando due o più utenti si mettono a litigare sulla nostra bacheca a suon di insulti.</p>
<p>-Molte aziende decidono di chiudere i commenti semplicemente perché non hanno il tempo di gestire la pagina Fan. Anche in questo caso è meglio stopparli piuttosto di avere una coda di messaggi e richieste da parte di utenti totalmente ignorate.</p>
<p><strong>Quando i commenti NON vanno cancellati:</strong></p>
<p>-Quando criticano il Brand, i prodotti, i servizi che offriamo. Da non prendere come esempio la famosa marca di frutta Chiquita che prima ha chiesto ai suoi Fan un parere su un prodotto  e poi ha bloccato le risposte. Sui social network ci si mette in gioco e le critiche vanno accettate. Le risposte alle critiche devono essere costruttive. Agli utenti si può rispondere &#8220;a tono&#8221; trasmettendo però comprensione, disponibilità e sicurezza.</p>
<p>Ricapitolando: se si apre una Branded Page aziendale su un social network si deve mettere in conto di trovare il tempo di gestirla (personalmente o affidandosi a dei <a href="http://www.promobit.com/servizi-di-consulenza/web-marketing/facebook.php" target="_blank">professionisti</a>), l&#8217;opzione di cancellare i messaggi è consigliata solo nel caso di messaggi offensivi verso altri utenti ma non verso il nostro Brand: un brand con le idee chiare in testa dovrebbe andare sui social per <strong>conversare</strong>, non per lanciare messaggi a senso unico.</p>
<p>Fonte: <a href="http://econsultancy.com/us/blog/8702-closing-comments-is-it-ever-a-good-idea-2" target="_blank">Econcultancy</a></p>
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		<title>Google+: le Branded Page sono ufficiali</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/google-branded-page/</link>
		<comments>http://www.promobit.com/blog/google-branded-page/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 11:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[google plus]]></category>

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		<description><![CDATA[Come annunciato in un precedente post, Google+ ha ufficialmente svelato al mondo le sue Branded Page consentendo ufficialmente alle aziende di accedere al nuovo social network e di usarlo come canale promozionale. Si tratta di un fac simile delle Fan Page di Facebook, ma vi sono alcune differenze.
Ad esempio, per ora non e’ possibile creare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come annunciato in un precedente <a title="Goggle+ branded page" href="http://www.promobit.com/blog/brand-pages-su-google-plus-lanteprima/" target="_blank">post</a>, <strong>Google+</strong> ha ufficialmente svelato al mondo le sue <strong>Branded Page</strong> consentendo ufficialmente alle aziende di accedere al nuovo social network e di usarlo come canale promozionale. Si tratta di un fac simile delle Fan Page di Facebook, ma vi sono alcune differenze.</p>
<p>Ad esempio, per ora non e’ possibile creare una vanity URL per la propria pagina, ma bisogna accontentarsi di una lunga serie di numeri. Tuttavia è possibile modificare il nome della pagina business in qualsiasi momento, cosa invece non concessa da Facebook.</p>
<p>Le Branded Page di Google+ sono non sono molto differenti da quelle dei profili utenti, fatta eccezione per la piccola icona quadrata posta accanto al nome del Brand che indica che si tratta di una &#8220;pagina ufficiale&#8221; piuttosto che un profilo. Gli iscritti al Social Network possono così aggiungere marchi come <a href="https://plus.google.com/101387416106272465082/posts" target="_blank">Fox News</a> o i <a href="https://plus.google.com/106281600940449244340/posts" target="_blank">Dallas Cowboys</a> alle loro cerchie, controllarne le informazioni e sfogliare le foto dei prodotti. Quando gli utenti aggiungono un marchio alle loro cerchie, aumenta il numero di seguaci del marchio.</p>
<p><strong>Ecco un video che spiega come si usano e come funzionano le Branded Page su Google+:</strong></p>
<p>
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/8Ccf5GxM7vg?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/8Ccf5GxM7vg?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>
</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
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		<title>Google plus: cronistoria di un fallimento annunciato? Difficile crederci</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/google-plus-in-caduta/</link>
		<comments>http://www.promobit.com/blog/google-plus-in-caduta/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 11:23:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Verrebbe da dire a ognuno il suo lavoro. Il tentativo del motore di ricerca numero uno al mondo (Google, of course) di sbancare il fantastico quanto volubile mondo dei social network con Google Plus sembra destinato al fallimento. Per lo meno stando alle ultime statistiche sull&#8217;andamento di Google Plus.
PRIMA D&#8217;ELITE POI DI NESSUNO. Tra le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Verrebbe da dire a ognuno il suo lavoro. Il tentativo del motore di ricerca numero uno al mondo (Google, of course) di sbancare il fantastico quanto volubile mondo dei social network con Google Plus sembra destinato al fallimento. Per lo meno stando alle ultime statistiche sull&#8217;andamento di Google Plus.</p>
<p><strong>PRIMA D&#8217;ELITE POI DI NESSUNO.</strong> Tra le diverse strategie pubblicitarie messe in atto da Google per pubblicizzare il suo Google Plus c&#8217;è stata quella di mantenere il social network chiuso e disponibile solo su invito per un periodo di tempo. Un pò come Facebook che inizialmente era solo per alcuni college americani d&#8217;élite. Ma quando è diventato pubblico lo stratagemma non ha funzionato: dopo un boom di registrazioni iniziali i dati rilasciati da <a href="http://chitika.com/" target="_blank">Chitika</a> parlano di un Social Network con il traffico in caduta libera.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2859" style="float: left; align: left; margin-right: 10px" title="I dati del traffico di Google Plus" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/dati-traffico-google-plus.jpg" alt="dati-traffico-google-plus" width="350" height="203" />Google + ha aumentato la sua base di utenti, ma l’effetto è stato solo temporaneo. In termini di pagine viste, il sito ha registrato un record tra il 21 e il 23 settembre (quando ha aperto le porte al pubblico) per poi perdere, immediatamente, la maggior parte dei nuovi utenti.</p>
<p><strong>AUTOGOL DELL&#8217;INGEGNERE DI GOOGLE. </strong> Come se non bastasse, <strong> </strong>un ingegnere di Google che sembra volesse spronare i suoi colleghi su Google +, con un clic del mouse ha trasformato un <a href="http://cdn.italiasw.com/images/2011/10/Steve-Yegge.txt" target="_blank">post</a> privato in pubblico. Nell&#8217;irrevente post <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Steve_Yegge" target="_blank">Steve Yegge</a> parla (anche) di come Google non capisca le piattaforme. Loda Microsoft, Apple, Amazon e Facebook e critica la squadra di Google Plus bollandola come “patetica” per aver lanciato un prodotto senza API.<strong> </strong></p>
<p><strong>LA RICERCA E&#8217; MIA E ME LA GESTISCO IO. </strong>Ultima trovata di Google è stata quella di non rinnovare (per ora) l&#8217;accordo con Twitter che prevedeva l&#8217;inclusione dei Tweet nella cosiddetta ricerca RealTime di Google, nell&#8217;intenzione di includere ovviammente quelli di Google+. Certo è che se gli utenti non iniziano seriamente ad utilizzare il social networ made in <span>Mountain View </span>se ne troveranno gran pochi di aggiornamenti di status di Google plus nella ricerca&#8230;</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2863" title="Le ultime statistiche su Google plus" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/statistiche-google-plus.png" alt="ultime-statistiche-google-plus" width="565" height="527" /></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.italiasw.com/" target="_blank">Italia SW</a></p>
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		<title>Brand Pages su Google Plus: l&#8217;anteprima!</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/brand-pages-su-google-plus-lanteprima/</link>
		<comments>http://www.promobit.com/blog/brand-pages-su-google-plus-lanteprima/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 08:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembrerebbe proprio che Google stia per lanciare le Brand Pages su Plus, vale a dire le pagine aziendali dedicate a un Brand. Eccovi un pò di anteprime su come potrebbe essere il design delle Google Plus Brand Page!


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="result_box" lang="it"><span>Sembrerebbe proprio che Google stia per lanciare le <strong>Brand Pages </strong>su Plus, vale a dire le pagine aziendali dedicate a un Brand. Eccovi un pò di anteprime su come potrebbe essere il design delle Google Plus Brand Page!</span></span></p>
<p><span lang="it"><span><img class="alignleft size-full wp-image-2833" title="google-brand-pages" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/google-brand-pages.jpg" alt="google-brand-pages" width="380" height="447" /></span></span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2834" title="brand-pages-google-esempio" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/brand-pages-google-esempio1.jpg" alt="brand-pages-google-esempio" width="570" height="413" /></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Ecco chi avrai seduto vicino al concerto. Nuova App Facebook per eventi.</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/nuova-app-facebook-per-eventi/</link>
		<comments>http://www.promobit.com/blog/nuova-app-facebook-per-eventi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 09:19:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Mi si nota di più se vado o non vado&#8221;?, si chiedeva Nanni Moretti. La risposta arriva oggi dall&#8217;e-commerce di biglietti per eventi Ticketmaster: ti si nota di più se tagghi il tuo posto a sedere su Facebook. Eggià, Tiketmaster ha lanciato un&#8217;applicazione Facebook che consiste in una mappa interattiva grazie alla quale quando si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=pCzVYTuI-9M&amp;feature=player_embedded" target="_blank">&#8220;Mi si nota di più se vado o non vado&#8221;?</a>, si chiedeva Nanni Moretti. La risposta arriva oggi dall&#8217;e-commerce di biglietti per eventi <a href="http://www.ticketmaster.com/" target="_blank">Ticketmaster</a>: <strong>ti si nota di più se tagghi il tuo posto a sedere su Facebook.</strong> Eggià, Tiketmaster ha lanciato un&#8217;<strong>applicazione Facebook</strong> che consiste in una mappa interattiva grazie alla quale quando si partecipa ad <strong>un evento</strong> non solo si può verificare chi altro ci va ma ci si può anche prenotare il posto in base a dove sono seduti i nostri amici.</p>
<p><a href="http://www.ticketmaster.com/section?tm_link=tm_logo" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2633" style="float: left; align: left; margin-right: 10px" title="Mappa interattiva Ticketmaster Facebook" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/mappa-interattiva-facebook.jpg" alt="Mappa interattiva Ticketmaster Facebook" width="250" height="232" /></a>Una volta che ti sei loggato a Facebook dal sito Ticketmaster, ti  appare una lista di amici che si recheranno al tuo stesso concerto.</p>
<p>Quando si clicca su una sezione e si scorrono con il mouse i posti  prenotati si apre una finestra che mostra chi c&#8217;è a quel posto.</p>
<p>E&#8217; così possibile scegliere di acquistare i biglietti vicino a un  amico, o dalla parte opposta dell&#8217;arena rispetto a dove è seduto il  capo.</p>
<p>Si possono anche taggare gli amici sui loro  posti proprio come si fa con le foto ma i partecipanti vengo avvertiti e  possono ovviamente scegliere di non far sapere a tutti cosa fanno il  sabato sera.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/NathanCHubbard" target="_blank">Nathan Hubbard</a>, CEO di Ticketmaster, sostiene: <em> &#8220;Se un gruppo di  persone va a vedere una certa band o fa il tifo per la stessa squadra  vuol dire che ha una passione in comune. Perché non consentire loro di  connettersi prima del concerto?&#8221;</em></p>
<p><a href="http://www.ticketmaster.com/Katy-Perry-tickets/artist/1265325?camefrom=[=CAMEFROM=]&amp;brand=tm&amp;tm_link=tm_homeA_rc_name3" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2630" title="Nuova app facebook per eventi" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/nuova-applicazione-facebook.jpg" alt="Nuova app facebook per eventi" width="570" height="457" /></a></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.fastcompany.com/1774825/ticketmaster-unveils-seat-tagging-on-facebook" target="_blank">Fastcompany</a><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Comprare Fan su Facebook: funziona? E&#8217; utile?</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/comprare-i-fan-di-facebook/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 07:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Comprare Fan per la propria Brand Page su Facebook, si può. E secondo un&#8217;inchiesta di Wired.it il sistema funziona. Almeno nel senso che i Fan aumentano considerevolmente e in un periodo di tempo piuttosto breve: nel test effettuato dal magazine risultano 1.072 Fan acquisiti in 21 giorni. Costo dell&#8217;operazione: 0.20 euro a Fan.
Insomma, costi irrisori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it-it.facebook.com/pages/Promobit-Communications/111255728912424" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2452" style="float: left; align: left; margin-right: 10px" title="La Fan Page di Promobit" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/facebook-like-button.jpg" alt="facebook-bottone-mi-piace" width="200" height="128" /></a>Comprare Fan per la propria Brand Page su Facebook, si può. E secondo un&#8217;inchiesta di <a href="http://daily.wired.it/news/comprare-fan-su-facebook.html#content" target="_blank">Wired.it</a> il sistema funziona. Almeno nel senso che i Fan aumentano considerevolmente e in un periodo di tempo piuttosto breve: nel test effettuato dal magazine risultano 1.072 Fan acquisiti in 21 giorni. Costo dell&#8217;operazione: 0.20 euro a Fan.</p>
<p>Insomma, costi irrisori e risultati garantiti. Ma il trucco dove sta? Sarà utile acquistare i Fan per il nostro business?<strong> Ma a questi Fan, importa realmente di ciò che fa la nostra azienda?</strong></p>
<p>C&#8217;è chi ha parecchi dubbi a riguardo, come Alessandro Sportelli di <a href="http://www.facebookstrategy.it/" target="_blank">FacebookStrategy</a> che in un&#8217;intervista su <a href="http://www.millionaire.it/" target="_blank">Millionaire</a> sostiene: &#8220;Il marketing sui motori di ricerca (che funziona bene) ci ha insegnato che possiamo ottimizzare i costi e incrementare i risultati<strong> facendo in modo di farci trovare dai clienti quando ci cercano e non il contrario</strong>&#8220;.</p>
<p>Di fatto la tratta dei Fan di Facebook snaturalizza il principio base del web 2.0, vale a dire: se sei bravo a farti conoscere e se vendi un buon prodotto non sei tu a cercare i clienti, saranno loro a trovare te. Si tratta di un&#8217;interazione spontanea, di un processo &#8220;naturale&#8221;. Di fatto, torniamo a pagare per avere dei contatti che ci rincuorano ma che in concreto non ci portano risultati.</p>
<p><strong>Perchè torniamo?</strong> Risulta piuttosto facile trovare similitudini tra la compravendita di Fan e lo smercio di infiniti database spesso non profilati e di dubbia provenienza ai quali si ricorre per rimpilzare le liste di destinatari delle newsletter. Insomma, niente di nuovo sotto il sole: <strong>Quantità vs Qualità.</strong> Alessandro Sportelli rende bene l&#8217;idea: &#8220;Meglio gestire una pagina su Facebook con 10mila fan e nessun potenziale cliente o una pagina con 200 fan, di cui 50 già clienti e 150 utenti potenzialmente interessati a ciò che ho da dire?&#8221;.</p>
<p>Le <a href="http://www.fanpagehookup.com/how-it-works.html" target="_blank">agenzie procacciatrici</a> di Fan ci rassicurano sulla strategia usata per raccattare i devoti sostenitori spiegando che possiedono &#8220;reti di amici&#8221; che vengono invitati a diventare Fan e che accettano solo se interessati. Ricerche di mercato dimostrano come in realtà <strong>gli utenti di facebook accettino un suggerimento su due senza nemmeno guardarne il contenuto</strong>.</p>
<p>Ma le bugie si sa, hanno le gambe corte. Tra non molto tempo anche l&#8217;utente medio verrà a conoscenza del mercato nero dei Fan di facebook e comincerà in primo luogo a dubitare del reale successo delle Brand Page con migliaia di Fan e in secondo luogo smetterà di &#8220;dire che gli piace prima di tutti i suoi amici&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.fanondemand.it/pacchetti/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2449" title="Costi Fan su Facebook" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/Costi-Fan-su-facebook.jpg" alt="Costi-Fan-su-facebook" width="570" height="316" /></a></p>
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		<title>Arriva su Google Adwords il pulsante +1</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 11:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mountain View informa: è stato abilitato il pulsante +1 sugli annunci Google Adwords. Stiamo parlando del primo vero cambiamento di Google Adwords da anni. Cosa vuol dire? Gli ads potranno essere consigliati agli amici, un pò come avviene con i celeberrimi &#8220;mi piace&#8221; di Facebook. Il tasso di gradimento degli annunci sembra che al momento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mountain View</strong> informa: è stato abilitato il <a href="http://www.google.com/+1/button/" target="_blank"><strong>pulsante +1</strong></a> sugli annunci<strong> Google Adwords</strong>. Stiamo parlando del primo vero cambiamento di Google Adwords da anni. Cosa vuol dire? Gli ads potranno essere consigliati agli amici, un pò come avviene con i celeberrimi &#8220;mi piace&#8221; di Facebook. Il tasso di gradimento degli annunci sembra che al momento non influenzerà direttamente la posizione dell&#8217;annuncio nei risultati di ricerca, ma probabilmente potrebbe influire sulla scelta dell&#8217;utente.</p>
<p>Perché? Ecco un esempio di come funziona <strong>Google Adwords +1</strong>:</p>
<ul>
</ul>
<p>Luca è a Verona per il fine settimana e sta cercando su Google un evento interessante al quale andare il sabato sera. Trova l&#8217;annuncio adwords del portale di eventi <a href="http://www.cittadiverona.it/" target="_blank"><strong>Città di Verona</strong></a> e individua facilmente lo spunto per la serata che desidera. Avendo trovato utile Cittadiverona.it, esprime il suo apprezzamento per il portale in questione e lo consiglia agli amici.</p>
<ul>
</ul>
<p><strong><a href="http://www.cittadiverona.it/eventi/index.html" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-1924" style="float: left; align: left; margin-right: 10px" title="esempio annuncio adwords +1" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/annuncio-adwords+1.gif" alt="esempio annuncio adwords +1" width="185" height="83" /></a>La pubblicità diventa social?</strong></p>
<p>Quando l&#8217;amica di Luca, Laura, cercherà anch&#8217;essa un evento al quale andare a Verona effettuando una ricerca su Google, visualizzerà l&#8217;annuncio di Città di Verona che indica l&#8217;apprezzamento di Luca per quell&#8217;annuncio. Sapere che Luca consiglia proprio quell&#8217;annuncio aiuterà Laura a scegliere a quale portale rivolgersi per trovare l&#8217;evento a Verona che cerca.</p>
<p><strong>Unico requisito (e hai detto poco!)<br />
 </strong></p>
<p>Luca e Laura devono:<br />
 a) essere registrati su Google<br />
 b) essere loggati<br />
 c) avere una connessione/essere Amici, cosa ancora un pò prematura in Italia dove i profili Google sono poco utilizzati e il progetto Google + (il nuovo social network di Google) è appena in fase beta!</p>
<p>
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/OAyUNI3_V2c?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="349" src="http://www.youtube-nocookie.com/v/OAyUNI3_V2c?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Facebook: utenti in calo negli Usa. Cause e Reazioni.</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 10:27:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
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		<description><![CDATA[Inside facebook, blog specializzato, non ha dubbi: Facebook Usa ha perso 6 milioni di utenti passando da 155,2 a 149,4 milioni di iscritti, sei milioni di persone che hanno deciso di loro spontanea volontà di cancellarsi dalla piattaforma in blu di Palo Alto. Per la verità, le iscrizioni complessive continuano a salire, infatti rispetto all’anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1657" style="float: left; align: left; margin-right: 10px" title="facebook-in-calo" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/facebook-in-calo.gif" alt="facebook utenti in calo" width="180" height="180" /><a href="http://www.insidefacebook.com/" target="_blank">Inside facebook</a>, blog specializzato, non ha dubbi: <strong>Facebook Usa ha perso 6 milioni di utenti </strong>passando da 155,2 a 149,4 milioni di iscritti, sei milioni di persone che hanno deciso di loro spontanea volontà di cancellarsi dalla piattaforma in blu di Palo Alto. Per la verità, le iscrizioni complessive continuano a salire, infatti rispetto all’anno 2010, si è registrato un più 1,7% e in Italia gli utenti hanno raggiunto la soglia di 20 milioni.</p>
<p><strong>REAZIONI E PROSPETTIVE.</strong> Ma Facebook non dorme certo sugli allori, ha infatti assunto di recente un nuovo portavoce d&#8217;eccezione: <strong>Joe Lockhart</strong>, ex spokesman di <strong>Bill Clinton</strong>. A lui il compito di ripulire e guidare l&#8217;immagine del re dei social network negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Oltre agli Usa, giù anche Canada, Regno Unito, Norvegia e Russia, seppur in modo più contenuto. In espansione Brasile, mercati asiatici e europei.</p>
<p><strong>LE CAUSE. </strong>Ma il primo fuggi fuggi social della storia da cosa è stato generato? Le ipotesi si sprecano. Forse le cancellazioni sono avvenute a causa dei risaputi problemi di privacy ai quali Facebook ha saputo porre rimedio solo in parte. C&#8217;è che ipotizza si tratti di una fase stagionale, cambio di abitudini del popolo della rete, la fine della scuola e l’inizio di nuove routine. Ma c&#8217;è anche chi è pronto a giurare che il web 2.0 è entrato nella sua fase calante e che verrà presto soppiantato da una &#8220;rete mobile&#8221; ad esso parallela, già molto in voga tra gli studenti Usa. Ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
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