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	<title>Web Marketing Blog &#187; Altro</title>
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	<description>Il blog web marketing di Promobit Communications</description>
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		<title>Mc Donald&#8217;s: disastrosa campagna pubblicitaria su Twitter</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/mc-donalds-disastrosa-campagna-pubblicitaria-su-twitter/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 15:13:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se pensavate che fare social media marketing fosse A) facile B) non rischioso&#8230; ricredetevi  
 Ecco un altro caso di &#8220;effetto boomerang&#8221;, questa volta ne fa le spese un brand che sui social investe parecchio: Mc Donald&#8217;s.
Mc Donald&#8217;s ha chiesto ai propri consumatori di raccontare su Twitter le loro storie e opinioni riguardanti il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se pensavate che fare <strong>social media marketing</strong> fosse A) facile B) non rischioso&#8230; ricredetevi <img src='http://www.promobit.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> <br />
 Ecco un altro caso di &#8220;effetto boomerang&#8221;, questa volta ne fa le spese un brand che sui social investe parecchio: <strong>Mc Donald&#8217;s</strong>.</p>
<p>Mc Donald&#8217;s ha chiesto ai propri consumatori di raccontare su<strong> Twitter</strong> le loro storie e opinioni riguardanti il brand in 140 caratteri, e così hanno fatto gli utenti. Ma siamo sicuri che tutte le storie sull&#8217;esperienza culinaria Mc Donald&#8217;s abbiano il lieto fine? Capita infatti che la stra grande maggioranza delle #MacDstories siano <strong>commenti negativi e sarcastici</strong>, critiche e quant&#8217;altro.</p>
<p>Ecco un esempio:</p>
<p><a href="http://hypervocal.com/news/2012/mcdonalds-tweets-twitter-mcdstories-fail/#" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-3144" title="Mac Donald's: campagna twitter fallimentare e figuracce" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/Picture-8.png" alt="Mac Donald's: campagna twitter fallimentare e figuracce" width="527" height="258" /></a></p>
<p><span style="font-size: x-small;">(&#8221;Mio padre ci portava da Mc Donald&#8217;s come regalo quando eravamo bambini. Ora è obeso e ha il diabete. <strong>Lezione imparata</strong>&#8220;)</span></p>
<p><strong>E Mc Donald&#8217;s che lezione ha imparato? </strong><br />
 Non si scherza con il cosidetto &#8220;User Generated Content&#8221; (il contenuto creato dagli utenti  spontaneamente) e non ci si può attendere che Tutti i commenti e le esperienze di consumo siano positive!</p>
<p>Imbastire una campagna social è una cosa delicata che richiede &#8211; tanto per dirne una &#8211; un&#8217; analisi del <strong>rapporto tra il target </strong>al quale ci si va a riferire e il messaggio pubblicitario che si intende usare come &#8220;esca&#8221;. Chiedere al popolo di Twitter, dove pullulano utenti politicamente impegnati ed eticamente schierati, di esprimere un giudizio su una multinazionale come Mc Donald&#8217;s, da sempre nell&#8217;occhio del mirino di animalisti e salutisti, poteva rivelarsi un clamoroso autogol.</p>
<p>E così è stato.</p>
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		<title>Pagine Facebook&amp;Co: come gestire i commenti negativi?</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/pagine-facebookco-come-gestire-i-commenti-negativi/</link>
		<comments>http://www.promobit.com/blog/pagine-facebookco-come-gestire-i-commenti-negativi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 16:07:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grazie all&#8217;evoluzione del web in 2.0 ci è possibile stabilire dei contatti diretti con i nostri utenti, raccogliendo feedback e suggerimenti.
Ma c&#8217;è il rovescio della medaglia: può capitare, e capita a tutti prima o poi, che un cliente decida di esprimere un parere negativo su un prodotto/servizio scrivendolo sulla nostra pagina Facebook aziendale oppure gridandolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie all&#8217;evoluzione del web in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_2.0" target="_blank">2.0</a> ci è possibile stabilire dei contatti diretti con i nostri utenti, raccogliendo feedback e suggerimenti.</p>
<p>Ma c&#8217;è il rovescio della medaglia: può capitare, e capita a tutti prima o poi, che un cliente decida di esprimere un parere negativo su un prodotto/servizio scrivendolo sulla nostra pagina Facebook aziendale oppure gridandolo ai quattro venti sul forum del nostro ecommerce.</p>
<p><strong>Che fare di fronte a un commento negativo? </strong><strong>Cancellarlo o addirittura bloccare i commenti in via definitiva?</strong></p>
<p>Versace ha fatto proprio così:  ha scelto di chiudere i commenti sulla sua Fan Page di Facebook dopo aver ricevuto delle critiche da parte degli utenti:</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3118" title="Come gestire i commenti negativi sulle Fan Page Facebook?  " src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/Versace_Facebook.jpg" alt="Come gestire i commenti negativi sulle Fan Page Facebook?  " width="534" height="420" /><strong>Quando è meglio chiudere i commenti:</strong></p>
<p>-Quando gli utenti si domostrano offensivi/aggressivi su temi riguardanti guerra, appartenenza etnica o religiosa, gusti sessuali. Lo stesso discorso vale quando due o più utenti si mettono a litigare sulla nostra bacheca a suon di insulti.</p>
<p>-Molte aziende decidono di chiudere i commenti semplicemente perché non hanno il tempo di gestire la pagina Fan. Anche in questo caso è meglio stopparli piuttosto di avere una coda di messaggi e richieste da parte di utenti totalmente ignorate.</p>
<p><strong>Quando i commenti NON vanno cancellati:</strong></p>
<p>-Quando criticano il Brand, i prodotti, i servizi che offriamo. Da non prendere come esempio la famosa marca di frutta Chiquita che prima ha chiesto ai suoi Fan un parere su un prodotto  e poi ha bloccato le risposte. Sui social network ci si mette in gioco e le critiche vanno accettate. Le risposte alle critiche devono essere costruttive. Agli utenti si può rispondere &#8220;a tono&#8221; trasmettendo però comprensione, disponibilità e sicurezza.</p>
<p>Ricapitolando: se si apre una Branded Page aziendale su un social network si deve mettere in conto di trovare il tempo di gestirla (personalmente o affidandosi a dei <a href="http://www.promobit.com/servizi-di-consulenza/web-marketing/facebook.php" target="_blank">professionisti</a>), l&#8217;opzione di cancellare i messaggi è consigliata solo nel caso di messaggi offensivi verso altri utenti ma non verso il nostro Brand: un brand con le idee chiare in testa dovrebbe andare sui social per <strong>conversare</strong>, non per lanciare messaggi a senso unico.</p>
<p>Fonte: <a href="http://econsultancy.com/us/blog/8702-closing-comments-is-it-ever-a-good-idea-2" target="_blank">Econcultancy</a></p>
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		<title>Brand Pages su Google Plus: l&#8217;anteprima!</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/brand-pages-su-google-plus-lanteprima/</link>
		<comments>http://www.promobit.com/blog/brand-pages-su-google-plus-lanteprima/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 08:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembrerebbe proprio che Google stia per lanciare le Brand Pages su Plus, vale a dire le pagine aziendali dedicate a un Brand. Eccovi un pò di anteprime su come potrebbe essere il design delle Google Plus Brand Page!


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="result_box" lang="it"><span>Sembrerebbe proprio che Google stia per lanciare le <strong>Brand Pages </strong>su Plus, vale a dire le pagine aziendali dedicate a un Brand. Eccovi un pò di anteprime su come potrebbe essere il design delle Google Plus Brand Page!</span></span></p>
<p><span lang="it"><span><img class="alignleft size-full wp-image-2833" title="google-brand-pages" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/google-brand-pages.jpg" alt="google-brand-pages" width="380" height="447" /></span></span></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2834" title="brand-pages-google-esempio" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/brand-pages-google-esempio1.jpg" alt="brand-pages-google-esempio" width="570" height="413" /></p>
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		<title>Codice Qr: funziona davvero?!</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/codice-qr/</link>
		<comments>http://www.promobit.com/blog/codice-qr/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 10:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il codice Qr fa bene al marketing? E gli utenti mobile sanno cos&#8217;è e come si usa? 
I codici QR pubblicitari si vedono ovunque: nelle riviste, nei comunicati stampa, sui cartelloni pubblicitari, sugli autobus, nelle email.
Ma quanta gente si prende la briga di andarsi a vedere online i QR pubblicitari? Secondo recenti studi, gran poca. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il codice Qr fa bene al marketing? E gli utenti mobile sanno cos&#8217;è e come si usa? </strong><br class="spacer_" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2802" style="float: left; align: left; margin-right: 10px" title="Codice Qr: a cosa serve? è utile?" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/codice-QR-OK.jpg" alt="codice-QR" width="150" height="150" />I codici QR pubblicitari si vedono ovunque: nelle riviste, nei comunicati stampa, sui cartelloni pubblicitari, sugli autobus, nelle email.</p>
<p>Ma quanta gente si prende la briga di andarsi a vedere online i QR pubblicitari? Secondo recenti studi, gran poca. In poche parole, non se li fila nessuno. La spiegazione? Semplice, la tecnologia alla base di codici a barre non è stata inventata per la pubblicità e il marketing, questi settori hanno tentato di applicarla per i loro scopi ma con risultati deludenti.</p>
<p>Tra il fatto che la maggiorparte delle persone non ha ancora capito bene come funziona e la quasi totale mancanza di creatività nella sua applicazione, sembrerebbe che il codice QR sia destinato a diventare solo una piccola scatola per Geek (appassionati di tecnologia).</p>
<p><a href="http://www.imediaconnection.com/profiles/iMedia_PC_Bio.aspx?ID=1353" target="_blank">Sean X Cummings</a>, marketing strategist, ha fatto al riguardo un simpatico esperimento on the road: ha chiesto a 300 passanti di spiegare a cosa servisse il codice Qr, in cambio avrebbero ricevuto un dono.</p>
<p>Ecco i risultati:</p>
<p>- l&#8217;11 % ha risposto correttamente<br />
 -il 29 % ha risposto con &#8220;E&#8217; qualcosa di simile a un codice a barre&#8221;<br />
 -il 7 % lo ha classificato come qualche variante di &#8220;Quelle cose che se le guardi bene ti appare un&#8217;immagine nascosta in 3D&#8221;<br />
 -il restante 53 % ha sparato di tutto: da un codice segreto militare, coreano ad una mappa stradale aerea di San Francisco</p>
<p>Il bello è che l&#8217;indagine è stata condotta a San Francisco, la vera e propria Mecca del pianeta per la tecnologia. Quando Sean ha chiesto a chi sapeva di cosa si trattava il codice di leggerlo con il proprio telefono, solo il 45 % di questi era in grado di farlo, e ci sono voluti in media di 47 secondi per prendere il telefono e trovare l&#8217;applicazione per leggere il codice QR. Per fortuna che dovrebbe essere un modo di fare del marketing &#8220;rapido e diretto&#8221;, QR starebbe in teoria Quick Response: risposta rapida.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Perchè il contenuto è importante? Fa bene al brand, fa bene al Seo.</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/perche-il-contenuto-e-importante-fa-bene-al-brand-fa-bene-al-seo/</link>
		<comments>http://www.promobit.com/blog/perche-il-contenuto-e-importante-fa-bene-al-brand-fa-bene-al-seo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 10:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Statistiche e Mercato]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco un&#8217;utile infografica ricca di statistiche e informazioni sul perché &#8220;Content is the King&#8221;

Fonte: Search Engine Land
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un&#8217;utile infografica ricca di statistiche e informazioni sul perché &#8220;Content is the King&#8221;</p>
<p><a href="http://searchengineland.com/infographic-why-content-for-seo-96834" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2792" title="Perché il contenuto è importante" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/prova.jpg" alt="prova" width="350" height="957" /></a></p>
<p>Fonte: <a href="http://searchengineland.com/infographic-why-content-for-seo-96834" target="_blank">Search Engine Land</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ecco chi avrai seduto vicino al concerto. Nuova App Facebook per eventi.</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/nuova-app-facebook-per-eventi/</link>
		<comments>http://www.promobit.com/blog/nuova-app-facebook-per-eventi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 09:19:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Mi si nota di più se vado o non vado&#8221;?, si chiedeva Nanni Moretti. La risposta arriva oggi dall&#8217;e-commerce di biglietti per eventi Ticketmaster: ti si nota di più se tagghi il tuo posto a sedere su Facebook. Eggià, Tiketmaster ha lanciato un&#8217;applicazione Facebook che consiste in una mappa interattiva grazie alla quale quando si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=pCzVYTuI-9M&amp;feature=player_embedded" target="_blank">&#8220;Mi si nota di più se vado o non vado&#8221;?</a>, si chiedeva Nanni Moretti. La risposta arriva oggi dall&#8217;e-commerce di biglietti per eventi <a href="http://www.ticketmaster.com/" target="_blank">Ticketmaster</a>: <strong>ti si nota di più se tagghi il tuo posto a sedere su Facebook.</strong> Eggià, Tiketmaster ha lanciato un&#8217;<strong>applicazione Facebook</strong> che consiste in una mappa interattiva grazie alla quale quando si partecipa ad <strong>un evento</strong> non solo si può verificare chi altro ci va ma ci si può anche prenotare il posto in base a dove sono seduti i nostri amici.</p>
<p><a href="http://www.ticketmaster.com/section?tm_link=tm_logo" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2633" style="float: left; align: left; margin-right: 10px" title="Mappa interattiva Ticketmaster Facebook" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/mappa-interattiva-facebook.jpg" alt="Mappa interattiva Ticketmaster Facebook" width="250" height="232" /></a>Una volta che ti sei loggato a Facebook dal sito Ticketmaster, ti  appare una lista di amici che si recheranno al tuo stesso concerto.</p>
<p>Quando si clicca su una sezione e si scorrono con il mouse i posti  prenotati si apre una finestra che mostra chi c&#8217;è a quel posto.</p>
<p>E&#8217; così possibile scegliere di acquistare i biglietti vicino a un  amico, o dalla parte opposta dell&#8217;arena rispetto a dove è seduto il  capo.</p>
<p>Si possono anche taggare gli amici sui loro  posti proprio come si fa con le foto ma i partecipanti vengo avvertiti e  possono ovviamente scegliere di non far sapere a tutti cosa fanno il  sabato sera.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/NathanCHubbard" target="_blank">Nathan Hubbard</a>, CEO di Ticketmaster, sostiene: <em> &#8220;Se un gruppo di  persone va a vedere una certa band o fa il tifo per la stessa squadra  vuol dire che ha una passione in comune. Perché non consentire loro di  connettersi prima del concerto?&#8221;</em></p>
<p><a href="http://www.ticketmaster.com/Katy-Perry-tickets/artist/1265325?camefrom=[=CAMEFROM=]&amp;brand=tm&amp;tm_link=tm_homeA_rc_name3" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2630" title="Nuova app facebook per eventi" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/nuova-applicazione-facebook.jpg" alt="Nuova app facebook per eventi" width="570" height="457" /></a></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.fastcompany.com/1774825/ticketmaster-unveils-seat-tagging-on-facebook" target="_blank">Fastcompany</a><br class="spacer_" /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Annunci mobile sei volte più efficaci dei banner tradizionali</title>
		<link>http://www.promobit.com/blog/banner-mobile-piu-efficaci/</link>
		<comments>http://www.promobit.com/blog/banner-mobile-piu-efficaci/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 09:33:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;industria delle telecomunicazioni è uno dei settori dove si investe di più in pubblicità on-line. Tra il 2010 e il 2011 gli investimenti sono saliti del 7% raggiungendo i 3,62 miliardi di dollari e secondo le stime di eMarketer l&#8217;industria arriverà ad investire entro il 2015 4,6 miliardi di dollari in annunci (si tratta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;industria delle <strong>telecomunicazioni</strong> è uno dei settori dove si investe di più in pubblicità on-line. Tra il 2010 e il 2011 gli investimenti sono saliti del <strong>7%</strong> raggiungendo i <strong>3,62 miliardi di dollari</strong> e secondo le stime di <a href="http://www.emarketer.com/" target="_blank">eMarketer</a> l&#8217;industria arriverà ad investire entro il 2015 4,6 miliardi di dollari in annunci (si tratta di statistiche Usa ovviamente).</p>
<p>L&#8217;aumento di investimenti nel settore non giunge a caso, secondo alcune ricerche è infatti dovuto ad alcune decisive  <strong>innovazioni</strong> apportate agli annunci per <strong>display</strong>, i banner sui cellulari godono di un tasso di coinvolgimento degli utenti superiore alla media.</p>
<p><strong>Click e Conversioni</strong><br />
 Parliamo di un tasso di click di <strong>0,64%</strong> contro il classico 0,10/0,20% dei banner, cioè fino a<strong> 6 volte tanto!</strong><br />
 Anche il <strong>tasso di conversione</strong> degli utenti ha una frequenza molto  più alta negli annunci per mobile: pure qui 6 volte più performative  rispetto a quelle dei banner standard.</p>
<p><strong>Da cosa dipende il successo dei banner mobile?</strong><br />
 Dalla loro <strong>posizione</strong>, dalle <strong>dimensioni</strong> degli annunci e dal <strong>tempo</strong> in cui gli utenti visualizzano gli annunci sul cellulare.</p>
<p><a href="http://www.mediamind.com/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2548" style="float: left; align: left; margin-right: 10px" title="Classifica dwell rate mobile" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/classifica-mediamindok.jpg" alt="Classifica dwell rate mobile" width="324" height="256" /></a></p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><strong>Maggior tassi di attenzione</strong><br />
 Gli annunci mobile sono al secondo posto tra gli annunci ai quali la gente dedica più attenzione e con i quali intergisce di più.</p>
<p>L&#8217;indice utilizzato per calcolare quanto un utente si sofferma su un annuncio è chiamato “<a href="http://blog.tagliaerbe.com/2009/08/tempo-e-attenzione-nella-pubblicita-online.html" target="_blank">dwell rate</a>” e prende in esame le azioni che l&#8217;utente fa quando interagisce con l’annucio, nel caso di una pubblicità on line un esempio è il tempo di permanenza con il mouse sul banner.</p>
<p>Nella classifica delle <strong>pubblicità più intriganti</strong>, le telecomunicazioni sono precedute solo dallo sport.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p><a href="http://www.mediamind.com/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2561" style="float: left; align: left; margin-right: 10px" title="Statistiche Banner mobile" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/img-2.gif" alt="statistiche banner mobile" width="324" height="122" /></a></p>
<p><strong>Quali annunci funzionano meglio, dove metterli e per quanto?<br />
 </strong></p>
<p>Gli annunci funzionano meglio quando sono inseriti nelle pagine di viaggi, tecnologia, nelle homepage in generale, tra le news d&#8217;attualità e di intrattenimento e nel settore finanziario.</p>
<p><strong>Dimensioni dei banner</strong><br />
 I banner più grandi tendono ad ottenere risultati migliori di quelli piccoli, i formati più performanti sono i <strong>300&#215;600</strong> e i <strong>300&#215;250</strong>.</p>
<p><strong>Esposizione al messaggio</strong><br />
 Gli utenti sono più propensi a generare conversione dopo la prima volta che vedono un annuncio, o comunque <strong>dopo poche impressions</strong>. Dopo la terza impression infatti, i tassi di conversione crollano.</p>
<p><br class="spacer_" /></p>
<p>Liberamente tratto da<em> &#8220;<a href="http://www.emarketer.com/Article.aspx?R=1008585" target="_blank">Mobile Ads Six Times as Effective as Standard Banners</a>&#8220;, </em>di eMarketer</p>
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		<title>Linea Angel Ariel: l&#8217;e-commerce dell&#8217;Aloe</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 08:23:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Promobit Communications</dc:creator>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti & Case History]]></category>
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		<description><![CDATA[Nota sin dall&#8217;antichità per le sue innumerevoli proprietà terapeutiche, l&#8217;Aloe Arborescens è la regina della piante officinali. Linea Angel Ariel Srl, ditta vicentina pioniera in Italia nella ricerca di settore, è produttrice di un&#8217;ampia gamma di prodotti a base di Aloe: prodotti per la salute, cosmetici, una linea dedicata agli amici a quattro zampe, solari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.angelariel.com/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-1791" style="float: left; align: left; margin-right: 10px" title="Scopri Angel Ariel" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/logo-angel-ariel.jpg" alt="angel ariel srl" width="159" height="72" /></a>Nota sin dall&#8217;antichità per le sue innumerevoli proprietà terapeutiche, l&#8217;<a href="http://www.angelariel.com/shop-aloe-arborescens" target="_blank">Aloe Arborescens</a> è la regina della piante officinali. <strong>Linea Angel Ariel Srl</strong>, ditta vicentina pioniera in Italia nella ricerca di settore, è produttrice di un&#8217;ampia gamma di prodotti a base di Aloe: prodotti per la salute, cosmetici, una linea dedicata agli amici a quattro zampe, solari e altro ancora.</p>
<p>Dove trovarli? Sono tutti disponibili su <a href="http://www.angelariel.com/" target="_blank">www.angelariel.com</a>, sito e-commerce  semplice e diretto made in Promobit. Sul sito trovi anche una <a href="http://www.angelariel.com/guida/" target="_blank">guida</a> dedicata ai benefici dell&#8217;Aloe, la storia del <strong>Metodo Angel Ariel</strong>, le testimonianze di chi ha provato l&#8217;Aloe Arborescens e il <a href="http://www.angelariel.com/blog/blog" target="_blank">blog di Antonia Venzo</a>, &#8220;mamma Aloe&#8221;, fondatrice di Angel Ariel.</p>
<p><a href="http://www.angelariel.com/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-1910" title="Visita il sito di Angel Ariel!" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/angel-ariel-homepage1.jpg" alt="Angel Ariel e-commerce Aloe " width="570" height="360" /></a></p>
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		<title>Facebook: utenti in calo negli Usa. Cause e Reazioni.</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 10:27:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
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		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Inside facebook, blog specializzato, non ha dubbi: Facebook Usa ha perso 6 milioni di utenti passando da 155,2 a 149,4 milioni di iscritti, sei milioni di persone che hanno deciso di loro spontanea volontà di cancellarsi dalla piattaforma in blu di Palo Alto. Per la verità, le iscrizioni complessive continuano a salire, infatti rispetto all’anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1657" style="float: left; align: left; margin-right: 10px" title="facebook-in-calo" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/facebook-in-calo.gif" alt="facebook utenti in calo" width="180" height="180" /><a href="http://www.insidefacebook.com/" target="_blank">Inside facebook</a>, blog specializzato, non ha dubbi: <strong>Facebook Usa ha perso 6 milioni di utenti </strong>passando da 155,2 a 149,4 milioni di iscritti, sei milioni di persone che hanno deciso di loro spontanea volontà di cancellarsi dalla piattaforma in blu di Palo Alto. Per la verità, le iscrizioni complessive continuano a salire, infatti rispetto all’anno 2010, si è registrato un più 1,7% e in Italia gli utenti hanno raggiunto la soglia di 20 milioni.</p>
<p><strong>REAZIONI E PROSPETTIVE.</strong> Ma Facebook non dorme certo sugli allori, ha infatti assunto di recente un nuovo portavoce d&#8217;eccezione: <strong>Joe Lockhart</strong>, ex spokesman di <strong>Bill Clinton</strong>. A lui il compito di ripulire e guidare l&#8217;immagine del re dei social network negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Oltre agli Usa, giù anche Canada, Regno Unito, Norvegia e Russia, seppur in modo più contenuto. In espansione Brasile, mercati asiatici e europei.</p>
<p><strong>LE CAUSE. </strong>Ma il primo fuggi fuggi social della storia da cosa è stato generato? Le ipotesi si sprecano. Forse le cancellazioni sono avvenute a causa dei risaputi problemi di privacy ai quali Facebook ha saputo porre rimedio solo in parte. C&#8217;è che ipotizza si tratti di una fase stagionale, cambio di abitudini del popolo della rete, la fine della scuola e l’inizio di nuove routine. Ma c&#8217;è anche chi è pronto a giurare che il web 2.0 è entrato nella sua fase calante e che verrà presto soppiantato da una &#8220;rete mobile&#8221; ad esso parallela, già molto in voga tra gli studenti Usa. Ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
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		<title>Se Google non si compra Groupon, se ne fa uno suo.</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 08:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[E dopo aver preannunciato qualche settimana fa che &#8220;il telefono diventerà il vostro portafoglio&#8221;, Google esce allo scoperto e presenta il nuovo servizio clone di Groupon: Google Offers.
Che Google bramasse di entrare a far parte del business del commercio geolocalizzato non è una novità. E&#8217; infatti di pochi mesi fa la notizia che Google ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.google.com/offers/home" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-1635" style="float: left; align: left; margin-right: 10px" title="offers-piccola" src="http://www.promobit.com/blog/wp-content/uploads/offers-piccola.gif" alt="Google offers Icons" width="259" height="70" /></a>E dopo aver preannunciato qualche settimana fa che &#8220;il telefono diventerà il vostro portafoglio&#8221;, Google esce allo scoperto e presenta il nuovo servizio clone di Groupon:<strong> <a href="https://www.google.com/offers/home" target="_blank">Google Offers</a></strong>.</p>
<p>Che Google bramasse di entrare a far parte del business del commercio geolocalizzato non è una novità. E&#8217; infatti di pochi mesi fa la notizia che Google ha fatto un&#8217;offerta di acquisto a <strong>Groupon</strong> di ben <strong>sei miliardi di dollari</strong>, più di quanto era stato stimato Youtube a suo tempo.</p>
<p>Incassato il no di Groupon, Google ha così deciso di proporre la sua versione degli sconti giornalieri geolocalizzati. Ma bisognerà aspettare ancora qualche tempo per averlo nel Bel Paese, per ora la guerra allo sconto più appetibile tra i due Big G si gioca nelle città di San Francisco, Portland, Oakland e New York.</p>
<p>
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/BQlq6B0ZFHY?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="349" src="http://www.youtube-nocookie.com/v/BQlq6B0ZFHY?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>
</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Come funziona Google Offers? Come un gruppo di acquisto.<br />
 </strong></p>
<p>Facciamo un semplice esempio.</p>
<p>1. Marco apre un bar a Rimini e <strong>desidera farsi conoscere</strong>. Avendo aperto da poco, è particolarmente interessato al fatto che la gente dia il via ad un passaparola sulla sua nuova attività.<br />
 2. Marco a questo punto<strong> contatta Groupon o Google Offers</strong> i quali metteranno in vendita sul suo portale, nel settore Rimini, <strong>50 coupon per 50 birre</strong> al prezzo scontatissimo di un euro l&#8217;una.<br />
 3.Tutti i cittadini di Rimini iscritti via email al servizio vengono  invitati a comprare il coupon per la birra a un euro.<br />
 4.L&#8217;offerta si conclude raggiunto il numero di<strong> 50 persone</strong> dopo il quale parte l’acquisto di gruppo e la distribuzione, sempre via email, dei coupon promozionali.<br />
 5. Ricevuto il coupon all&#8217;utente non resta che recarsi da Marco e godersi la sua &#8220;esperienza d&#8217;acquisto&#8221;.</p>
<p>La morale? Scontata: &#8220;L&#8217;unione fa la forza&#8221;!</p>
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